Prima di addentrarci nelle psicoterapie vere e proprie, vale la pena passare in rassegna le tecniche di respirazione che vengono indicate come un rimedio per le fobie e gli attacchi d’ansia e di panico.

TECNICHE DI RESPIRAZIONE

Le evidenze confermano che l’abbinamento di tecniche di respirazione e terapie manuali (per favorire la distensione della muscolatura toracica e di altre strutture respiratorie) può ridurre l’ansia e aiutare i pazienti ad affrontare meglio le proprie fobie. Talvolta questa soluzione permette di eliminare completamente il comportamento fobico. Se la fobia ha profonde radici emotive o psicologiche, le tecniche di respirazione vanno usate insieme con la psicoterapia o con la terapia cognitivo-comportamentale.

Uno studio ha preso in esame 1000 pazienti fobici (affetti perlopiù da agorafobia, ossia la paura degli spazi aperti/pubblici), che sono stati trattati con tecniche di respirazione, fisioterapia e rilassamento. Nel complesso, i sintomi sono scomparsi nell’arco di 6 mesi o 1 anno, ma di poche settimane nel caso di alcuni pazienti giovani. Un anno dopo il trattamento, il 75% di queste persone si era liberato da ogni sintomo, e il 22% mostrava solo sintomi lievi. Solo 1 paziente circa su 20 non ha risposto al trattamento.

IPERVENTILAZIONE

Si stima che nel quadro sintomatologico del 60% circa dei soggetti fobici rientri anche l’iperventilazione. L’elemento che la caratterizza è la respirazione troppo superficiale, che esercita solo la parte superiore del torace e non coinvolge il diaframma. Questo tipo di respirazione induce a eliminare una quantità eccessiva di anidride carbonica, abituando l’organismo ad avere un basso livello ematico di questo importante gas.

TESTI DI TOLLERANZA ALL’ANIDRIDE CARBONICA

La bassa tolleranza nei confronti dell’anidride carbonica è un indice tipico dell’iperventilazione. Il test per valutarla è molto semplice: il soggetto deve espirare e trattenere il fiato fino a quando non avverte il bisogno urgente di inspirare. Nel breve periodo di apnea, la concentrazione di anidride carbonica nel sangue aumenta il bisogno di inspirare, che scatta nel momento in cui essa raggiunge il livello massimo che l’organismo riesce a tollerare. Il test rappresenta un metodo di valutazione piuttosto accurato. Si considera equivalenti a un grado di tolleranza normale l’intervallo di apnea compreso fra 25 e 30 secondi. Se il soggetto non riesce a mantenerlo per oltre 15 secondi, significa invece che ha una tolleranza insufficiente nei confronti dell’anidride carbonica. Un altro semplice test è il seguente: si fa respirare al soggetto aria contenente una quantità di anidride carbonica superiore alla norma, poi si valuta la sua reazione e si stabilisce in quale momento si scatena la sensazione di panico e fobia. Con questo metodo i ricercatori hanno potuto rilevare che i disturbi di ansia nell’infanzia sono sempre associati all’ipersensibilità nei confronti dell’anidride carbonica.

YOGA E IL METODO BUTEYKO
Le tecniche di respirazione comprendono esercizi di respirazione lenta tipici dello yoga ed esercizi di apnea, volte ad aiutare il soggetto ad abituarsi gradualmente a una maggiore concentrazione di anidride carbonica nel sangue. Un metodo specifico a questo scopo è quello elaborato dal medico russo Buteyko. Seguito regolarmente, il metodo Buteyko garantisce una serie di importanti benefici: riduzione degli stati d’ansia, minore ricorrenza degli attacchi di panico e, soprattutto, attenuazione e scomparsa delle fobie.