Che ruolo ha la natura nella composizione dei fiori di Bach? Le teorie che influiscono sulla teoria della floriterapia sono due: la dottrina delle segnature di Paracelso e la memoria dell’acqua.

LA DOTTRINA DELLE SEGNATURE

Una credenza che fu popolarizzata da Paracelso circa 500 anni fa è la dottrina delle segnature. Questa teoria sostiene che l’aspetto di una pianta sia correlata alle sue qualità e sia in grado di convogliare un messaggio al guaritore. Il colore, la forma, la grandezza ed altre caratteristiche della pianta offrono degli indizi a chi prepara le essenze floreali.

Ad esempio, il dente di leone con il suo colore giallo, suggerisce degli effetti benefici sul fegato; la pulmonaria, per il colore e la forma delle sue foglie, suggerisce per l’appunto degli effetti benefici per curare i bronchi e i polmoni da bronchiti e tubercolosi.

Questa teoria è stata molto utile per lo sviluppo delle teorie di Bach e della guarigione emozionale.

LA MEMORIA DELL’ACQUA

Edward Bach suggerì l’ipotesi, negli anni Trenta, che il sole fosse un catalizzatore in grado di fondere le molecole d’acqua con l’imprinting dei fiori usati. I suoi suggerimenti furono poi colti e sviluppati ulteriormente allo scienziato francese Jacques Benveniste, i cui esperimenti dimostrarono che l’acqua ritiene un imprinting della sostanza che vi viene dissolta.