Con il termine fitoterapia si intende quella pratica, generalmente comune a tutte le culture e popolazioni, che sfrutta le proprietà benefiche e naturali delle piante dei loro estratti per trattare alcuni disturbi o patologie.

LE ORIGINI DELLA FITOTERAPIA

L’uomo di Neanderthal faceva già un uso curativo delle erbe e in Cina sono stati rinvenuti reperti archeologici che dimostrano che il loro impiego risalirebbe all’8000 a.C.

Il primo papiro egizio che testimonia l’uso di erbe medicinali risale alla stessa epoca e anche ebrei, fenici, greci, romani e arabi conoscevano usavano le piante officinali.

In Occidente, la tradizione erboristica ha avuto il suo culmine durante il Rinascimento, per poi pian piano declinare, fino alla riscoperta dei nostri giorni.

Oggi, l’organizzazione mondiale della sanità (OMS) ritiene che in tutto il mondo di trattamento a base vegetale siano 4 volte più comuni di quelli della medicina tradizionale.

I PRINCIPI ATTIVI

I rimedi a base di erbe medicinali sono indicati per prevenire e curare disturbi e malattie, ma sono utili anche nei trattamenti estetici. Questi rimedi sono efficaci grazie ai principi attivi presenti nelle diverse parti delle piante utilizzate per ottenerli. I principi attivi sono sostanze particolari (per esempio acidi, alcaloidi, amari, glucosidi eccetera), ognuna delle quali è dotata di determinate specifiche proprietà: antisettiche, digestive, lassative, antibatteriche, sedative, stimolanti e così via. Non tutte le erbe sono però utilizzabili poiché alcune, in virtù del loro principi attivi, sono irritanti mentre altre, contenenti ad esempio alcaloidi, sono per la maggior parte tossiche, anche se assunte in piccole quantità. È quindi importante fare molta attenzione a ciò che si decide di prendere.

I RIMEDI A BASE DI ERBE

- Infuso: si ottiene versando acqua bollente sulla parte utilizzata della pianta officinale (droga); si lascia riposare a recipiente coperto per qualche minuto, e si filtra. Per questa preparazione impiegano soprattutto i fiori e le foglie.

- Decotto: si ottiene bollendo la droga nell’acqua per qualche minuto (il tempo varia a seconda della pianta usata). Si lascia macerare da pochi minuti fino a qualche ora, quindi si filtra. Per i decotti impiegano soprattutto le radici, i legni, le cortecce, la pianta intera.

- Enoliti: si ottengono facendo macerare la droga,  o una miscela di droghe, per più giorni in vino o acquavite.

- Succhi: si ottengono con la spremitura con la centrifugazione della pianta appena raccolta.

- Macerati: si ottengono lasciando macerare la droga in acqua fredda per un tempo prolungato. Sono indicati per estrarre i principi attivi da radici, legni e cortecce.

- Macerati glicerici o gemmoderivati: Si ottengono per macerazione dei tessuti embrionali delle piante (gemme, giovani cortecce eccetera) in acqua, alcol e glicerina.

- Tintura: si ottiene attraverso la macerazione della pianta essiccata in alcol.

- Tintura madre: si ottiene come la tintura, ma si impiega la pianta appena raccolta.

- Polveri: si ottengono con la macinazione finissima della droga e si trovano in commercio in capsule o compresse. Sono consigliate per le piante i cui principi attivi non sono completamente solubili.

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