Da molto tempo ormai si parla non solo di alimenti a chilometri zero, ma anche di pesce a miglia zero.

Un dibattito che va avanti da molti anni e che si concentra sulla possibilità di trovare una soluzione per la pesca indiscriminata e per la salvaguardia della salute dei cittadini.

Un ulteriore passo in avanti in questa ricerca è stato fatto con il lancio del progetto Fish Top Trace, un’iniziativa della Commissione all’Ambiente del Parlamento Europeo, che ha lo scopo del monitoraggio degli stock ittici dei mari europei.

Nel progetto sono impegnate 15 equipe di ricerca provenienti da diversi paesi, coordinate dalla Bangor University del Regno Unito, ognuna delle quali con una specializzazione diversa che presteranno il loro contributo per creare quella che può essere definita come una mappatura genetiche delle specie ittiche dei nostri mari.

In questo modo sarà possibile monitorare la provenienza dei prodotti ittici che finiscono sui mercati europei e controllare, così, la veridicità e l’affidabilità delle etichettature.

Si tratta, in sostanza, di portare avanti un duplice obiettivo: da un lato il contrasto all’importazione di pesce e di prodotti ittici in genere da luoghi non sicuri e spesso molto inquinati, e, dall’altro, di garantire la sicurezza dei prodotti che finiscono nelle tavole europee.