Occhi puntati sul Festival di San Remo, che quest’anno come non mai punta su temi sociali e del bene comune grazie alla presenza – peraltro contestatissima – di Adriano Celentano.

Fu proprio lui, nel lontano 1966, a presentare la prima canzona con anima ecologica nella storia del Festival, con la sua famosissima “il Ragazzo della via Gluck”. Sempre Adriano Celentano nel 1971 aveva portato al pubblico un’altra canzone dal cuore verde e dai temi ecologisti, con “Un albero di trenta piani”. La storia più recente di Adriano Celentano la conosciamo tutti, con dei video politici e a sfondo ecologista ispirati al mondo reale ma sfruttando una modernissima tecnica di cartoon ispirati allo stile ed al mondo dei fumetti americani. Insomma, un occhio in là, molto più in là… forse troppo più in là per essere colto appieno da molti.

LE CANZONI ECOLOGISTE AL FESTIVAL DI SAN REMO

Eppure Celentano non è il solo ad avere portato all’attenzione del pubblico del Festival di San Remo temi importanti: basti ricordare, lo scorso anno, Arisa, con la sua “Il sole che può scoppiare”, un po’ sulla vena catastrofista ma sicuramente efficace, e sempre l’anno scorso Roberto Vecchioni – sebbene non abbia presentato una canzone sul green living – ha dato l’esempio dichiarando di vestirsi a impatto zero.

IL SOCIALE NELLA MUSICA

Messaggi importanti, che pare siano rimasti anche ai concorrenti di quest’anno: a raccogliere il testimone del buon esempio c’è quest’anno Dolcenera, che con la sua “Ci vediamo a casa” racconta la storia dei due macchinisti della Servirail rimasti accampati su una gru di Milano in protesta contro il licenziamento degli 800 lavoratori dei treni notturni.

Va inoltre ricordato che grazie ad un accordo tra il teatro Ariston ed Enel, dal 2006 l’energia per la kermesse del festival viene prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili.