Da sempre la festa della Befana arriva per ricordarci che ai bambini “cattivi” viene riservato carbone anziché dolcini e giocattoli ma quest’anno, proprio in occasione dell’Epifania, il Wwf a deciso di lanciare una campagna a favore della salute e dell’ambiente per ricordare invece di quanto il carbone – quello vero, non quello di zucchero – faccia davvero male.

Secondo il Wwf infatti: “A parità di energia prodotta questo combustibile fossile rilascia in atmosfera, nei terreni e nelle acque, le maggiori quantità di inquinanti ed è inoltre la principale minaccia per il clima del pianeta, visto che le emissioni di anidride carbonica provenienti dalla combustione del carbone arrivano a essere del 30 per cento superiori a quelle del petrolio e del 70 per cento superiori a quelle del gas naturale“.

Proprio per tutti questi motivi, il Wwf ha chiesto al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di impegnarsi, nel corso del 2016, affinché si possa addivenire ad “un piano di rapida uscita dal carbone che preveda tappe precise e disincentivi che impediscano agli operatori di privilegiare l’uso delle centrali a carbone che emettono più CO2“. Un piano che sarebbe stato sinora disatteso, sempre secondo il Wwf.

Prosegue ancora il Wwf: “L’Italia, con una potenza elettrica installata di circa 122 GW, a fronte di una punta massima della domanda di quasi 59,4 GW (raggiunta il 21 luglio 2015 a causa delle condizioni di caldo eccezionale) ha una sovrabbondanza di centrali termoelettriche (overcapacity) che fa sì che già oggi gli impianti funzionino a scartamento ridotto, con un assurdo aggravio di costi per i cittadini“.