Il Ministero della Salute ha deciso di lanciare un vero e proprio Piano nazionale per la fertilità. La decisione è scaturita dopo aver realizzato che ormai nel nostro Paese si fanno pochi figli, li si fa sempre più tardi e gli spermatozoi maschili sono ridotti alla metà. Tutto questo fa sì che una coppia su cinque incontri serie difficoltà a realizzare il sogno di avere almeno un bambino.

La serie di dati piuttosto preoccupanti raccolti dall’Istat e presi in considerazione dal Ministero della Salute ha quindi fatto scaturire la necessità di istituire un Piano nazionale, intitolato Difendi la tua fertilità, prepara una culla nel tuo futuro. Per cercare di sensibilizzare e informare ancora di più sui problema della fertilità, la Ministra Beatrice Lorenzin ha anche annunciato che intende proporre l’istituzione di un fertility day, il giorno 7 maggio. Non si tratta però dell’unica iniziativa che la Lorenzin vorrebbe mettere in piedi: accanto ad essa vi sarebbero anche l’estensione del bonus bebè ai primi cinque anni del bambino e l’apertura di una scuola di specializzazione in medicina della fertilità.

Fertilità: le linee guida del Piano nazionale

In base alle prime notizie che sono state rese note, le linee guida di questo Piano nazionale per la fertilità dovrebbero riguardare essenzialmente:

  • la valorizzazione e il potenziamento dei consultori
  • l’oncofertilità, ossia i problemi di fertilità conseguenti alle cure subite dai pazienti malati di tumore

Fertilità: obiettivi del Piano nazionale

Il Piano nazionale per la fertilità così redatto dovrebbe poter puntare alla riduzione di oltre il 50 per cento delle cause di infertilità maschile. Molto dello sforzo istituzionale sarà volto verso la prevenzione, poiché affrontare i problemi in giovane età agevola di molto nella risoluzione di eventuali patologie o anomalie. Sarà dato grande spazio anche agli esami clinici che si possono effettuare per testare la propria fertilità: nel caso degli uomini si tratta soprattutto dello spermiogramma mentre per la donna diventa tutto un po’ più complicato, visto che nel suo caso occorre valutare la regolarità del ciclo di ovulazione, la struttura dell’utero e la pervietà delle tube.