Il 22 aprile si celebra la Giornata Nazionale della Salute della Donna e uno dei temi centrali di quest’anno sarà anche la fertilità. Quest’ultima si trova a dover fronteggiare numerosi problemi: le donne tendono a diventare mamme sempre più tardi e questo, in genere, rappresenta un grosso problema, per tutta una serie di criticità sulla salute e sociali che possono scatenarsi. Ma parlare di fertilità significa anche, e soprattutto, parlare di infertilità e di tutte le cause scatenanti di questo preoccupante fenomeno.

Tra i fenomeni su cui si porrà l’attenzione, nel corso della giornata, c’è quello delle gravidanze tardive: le donne, oggi, partoriscono anche oltre i quarant’anni ma, secondo gli esperti, tali gravidanze non dovrebbero essere mai considerate spontanee bensì frutto di aiuti (medici). In realtà la fascia di età migliore per avere figli dovrebbe essere quella prima dei trentacinque anni e non solo perché si è più giovani ma anche perché ci sono maggiori probabilità di concepire e di avere figli sani. La fertilità della donna tende infatti ad abbassarsi con l’avanzamento dell’età, per scendere fin sotto la soglia del 20 per cento nel momento in cui si compiono e si superano i trent’anni.

Altri fattori che influenzano la fertilità della donna

Oltre all’età, la fertilità delle donne può essere influenzata – in negativo – da molti altri fattori. Alcuni di questi, come patologie e disturbi, possono essere senz’altro risolti se curati bene e tempestivamente. Ma l’infertilità – totale incapacità di procreare o difficoltà a farlo – può essere provocata anche da stress, patologie che in genere vengono trascurate, inquinamento, cattivi stili di vita, malattie sessualmente trasmissibili.

Preservare il proprio benessere, curandosi attraverso l’alimentazione e l’attività fisica, pur non assicurando al cento per cento una protezione totale contro l’infertilità, di certo aiuta molto a preservare la propria fertilità e capacità di avere figli.