La Fecondazione eterologa “sarà inserita nei Livelli essenziali di assistenza in sede di prossimo aggiornamento”, quindi sarà rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale. Ad annunciarlo è stato il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, in audizione in commissione Affari sociali alla Camera (scopri cos’è la Fecondazione eterologa).

Il ministro ha anticipato alcune informazioni riguardanti il tema:

E’ prevista una quota del Fondo sanitario nazionale per permettere la procreazione assistita eterologa nei centri pubblici, in questo modo si metterebbero le Regioni ed i centri nelle condizioni di partire con la fecondazione eterologa appena sarà approvato il decreto legge, che presenterò prima della pausa estiva (boom di domande per la Fecondazione eterologa).

Per quanto riguarda la questione della conoscenza delle proprie origini da parte del nato occorre ancora un’ampia discussione parlamentare, poiché le posizioni in campo sono molto diverse.

Sarà possibile la “doppia eterologa”, ciò significa che, nel caso in cui entrambi i componenti della coppia siano sterili, possono richiedere gameti da due donatori.

Ogni donatore potrà far nascere massimo dieci bambini, questo per evitare che ci sia un numero eccessivo di figli dallo stesso donatore, riducendo al minimo possibili unioni inconsapevoli fra nati da eterologa.

Per evitare i fattori di rischio genetici, potranno donare uomini di età compresa fra 18 e 40 anni e donne fra 20 e 35.

Infine la Lorenzin ha dichiarato che la donazione dei gameti deve essere volontaria e gratuita: permessi lavorativi, costi vivi ed eventuali rimborsi saranno in analogia a quanto già avviene per donatori di midollo osseo. Non sarà quindi possibile importare (o esportare) gameti da centri o banche di tipo profit (eterologa: legge e ragione).