La commissione Salute della Conferenza delle Regioni ha trovato un’intesa per approvare le linee guida dettate dal governo in merito di fecondazione eterologa. Le Regioni hanno trovato opportuno adottare questo documento (che oggi sarà approvato dai presidenti delle Regioni) per tutelare i cittadini e anche se stesse da eventuali ricorsi.

Vediamo nel dettaglio i punti fermi del documento:

- la fecondazione eterologa sarà gratuita o si otterrà previo pagamento di un ticket, ma con dei paletti rispetto all’età delle donne riceventi, che dovranno essere in età potenzialmente fertile, ovvero avere fino a 43 anni. Inizialmente sarà a carico dei Servizi sanitari regionali; successivamente le Regioni chiederanno al Governo che l’eterologa sia inserita nei Livelli essenziali di assistenza.Il nato dovrà avere lo stesso colore di pelle della coppia ricevente.

- Limite massimo di 10 nati per ogni donatore (che potrà avere tra i 20 e i 35 anni se donna; tra i 18 e i 40 anni se uomo). Il nato potrà conoscere l’identità del padre o della madre biologici all’età di 25 anni, qualora il donatore voglia svelare la propria identità. Una coppia può richiedere che un secondo figlio sia fatto nascere attraverso il donatore che ha contribuito alla procreazione del primo figlio.

Con tutta probabilità queste linee guida, una volta approvate dalla Conferenza delle regioni e dalla Conferenza Stato-Regioni, potranno essere di aiuto, almeno transitoriamente, per tutti i centri che effettuano fecondazione eterologa. La transitorietà durerà finché non sarà approvata, in via definitiva, una legge del parlamento.

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