Caduto anche in Italia il divieto di fecondazione eterologa, le Regioni si stanno attrezzando per coprire le richieste delle coppie che intendono servirsene per poter realizzare il loro desiderio di diventare genitori. Emilia Romagna, Liguria, Veneto, Umbria e Piemonte seguiranno a ruota la Toscana, unica Regione al momento ad essersi dotata di una delibera che ne consentisse l’utilizzo.

Mentre per quanto riguarda le strutture private, basta rivolgersi a queste e pagare la relativa prestazione, per le strutture pubbliche il discorso è parzialmente diverso. Le coppie che vi si rivolgono devono possedere determinati requisiti:

- la fecondazione eterologa sarà gratuita o con ticket solo per le donne riceventi in età potenzialmente fertile

- il limite di età potenzialmente fertile è stato stabilito a 43 anni.

- fino all’età di 43 anni e per un massimo di 3 cicli, il trattamento sarà a carico del Servizio sanitario nazionale, dopo si dovrà pagare

- la coppia che richiede l’eterologa deve essere composta da coniugi maggiorenni, sposati o conviventi in modo stabile ed entrambi devono essere viventi

Qualora si posseggano tutti questi requisiti, le coppie possono rivolgersi alle strutture pubbliche e usufruire della prestazione pagando solo il ticket. I documenti necessari da presentare sono il certificato di infertilità o sterilità, rilasciati da un medico che attesti una sterilità o un’infertilità irreversibili.

Per quanto riguarda i costi, per il momento possiamo basarci sulla spesa prevista nella Regione Toscana: tra i 500 e i 600 euro (somma richiesta solo per coloro che sono residenti nella Regione Toscana stessa). Anche le altre regioni potrebbero allinearsi sulla stessa cifra.

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