Il futuro della fecondazione assistita potrebbe avviarsi verso il non necessario utilizzo di ovuli e spermatozoi che si unico e danno vita all’embrione. Nel corso di uno studio condotto dall’Università di Bath e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communication, infatti, sarebbero stati creati in laboratorio i primi topi non nati da embrioni creati da ovuli e spermatozoi. Nel corso degli esperimenti compiuti gli spermatozoi non avrebbero avuto contatto con ovuli bensì con quelle che sono state definite come bozze di embrioni. E se la strada si rivelasse vincente, questa tecnica di fecondazione assistita potrebbe aiutare a combattere l’estinzione di molte razze animali oggi in pericolo ma anche l’infertilità dell’uomo e della donna, sempre più diffusa.

Tale tecnica di fecondazione assistita potrebbe essere anche una scelta alternativa messa a disposizione delle coppie gay che intendono avere un figlio, poiché grazie ad essa non dovrebbero più avere necessità di un ovulo femminile. Gli autori dello studio, nel descriverlo, hanno infatti parlato anche di partenogenesi al maschile. Il sogno di uomini che possono far nascere bambini senza la necessità di un ovulo femminile è quindi vicino alla realizzazione? Chissà.

Questa che appare come una rivoluzionaria tecnica di fecondazione assistita in realtà è ancora assai pionieristica e l’uso di gameti femminili non è stato ancora escluso del tutto. Gli scienziati inglesi sarebbero riusciti a trasferire il nucleo degli spermatozoi nei partenoti, che possono essere impiegati anche per produrre cellule staminali. Dopo essere stati trasferiti, i nuclei di spermatozoi nei partenoti avrebbero dato vita ad embrioni che poi avrebbero generato cuccioli sani.