La febbre in gravidanza è un problema abbastanza comune, che tuttavia non deve destare particolari preoccupazioni: alla comparsa dei primi sintomi influenzali, la cosa migliore da fare è rivolgersi al proprio medico curante e seguire attentamente i suoi consigli.

Se l’ influenza in gravidanza non costituisce un pericolo per mamma e bambino (protetto dall’ attacco dei virus grazie alla barriera offerta dalla placenta), è altrettanto vero che si tratta di una patologia da non trascurare, onde evitare complicazioni che potrebbero invece mettere a rischio la salute del nascituro. La febbre alta potrebbe infatti determinare la comparsa di contrazioni uterine e indurre un travaglio prematuro, con possibili rischi per il neonato. Prevenire le complicazioni risulta quindi certamente la strategia migliore: affidatevi al vostro medico, concedetevi il dovuto riposo, seguite un’ alimentazione il più possibile sana e ricca di vitamine e sali minerali, mantenete sempre una buona idratazione e, se necessario, assumete qualche compressa di paracetamolo.

La Tachipirina, ad esempio, è indicata nel trattamento di sintomi influenzali quali febbre, raffreddore, mal di testa e indolenzimento muscolare, e la sua assunzione è ritenuta sicura anche durante la gravidanza. Considerato da molti medici l’ analgesico più indicato in tutte le fasi della gestazione, essa non aumenta infatti il rischio di aborto spontaneo o malattie e malformazioni congenite, né interferisce con lo sviluppo intellettivo del bambino. L’ abuso di paracetamolo è ovviamente sconsigliato, ma ricorrervi in caso di effettivo bisogno ed usandone la minor quantità possibile, per il tempo strettamente necessario, è certamente da considerarsi un gesto responsabile da parte della futura mamma, specialmente a fronte del rischio, ben più grave, costituito da un eccessivo innalzamento della temperatura corporea.