Le fave sono i semi della Vicia faba, pianta appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Si tratta di un legume antico, già conosciuto ai tempi dei romani, molto nutriente e poco calorico, nonché ricco di proprietà benefiche. Le fave si possono consumare crude, cotte, oppure essiccate. Le fase fresche, in particolare, costituiscono un’ottima fonte di vitamine (A, B, C ed E), sali minerali (ferro, potassio, fosforo, calcio, sodio, magnesio, rame e selenio), ma anche proteine, fibra alimentare ed aminoacidi.

Il contenuto di ferro e vitamina C (che ne favorisce l’assorbimento) fa delle fave un alimento indicato in caso di anemia, mentre le fibre alimentari favoriscono la motilità intestinale ed aiutano a mantenere stabili i livelli di zuccheri nel sangue, prevenendo il diabete. L’importante contenuto di acqua le rende inoltre un valido alleato per la diuresi, a tutto vantaggio di reni ed apparato urinario.

Le fave fresche contengono poi L-dopa, un’aminoacido che aiuta a migliorare la concentrazione di dopamina nel cervello e molto utile nella terapia contro il Morbo di Parkinson. Il loro contenuto di acido folico supporta inoltre le funzioni del sistema nevoso, aiutando la sintesi di DNA ed RNA, mentre l’apporto di  manganese sostiene il sistema endocrino e immunitario, aiutando inoltre a prevenire artrite ed osteoporosi. Le fave poi ricche di elementi nutritivi che supportano la salute cardiovascolare, riducendo i livelli di colesterolo cattivo nel sangue ad abbassando il rischio di infarto e di ictus. Tra i tanti nutrienti contenuti nelle fave, spicca infine la vitamina A, utile nel favorire lo sviluppo delle ossa, garantire il benessere degli occhi e a rendere la pelle fresca e luminosa.

Nonostante le fave siano dunque un alimento ricco di proprietà benefiche, il loro consumo risulta controindicato in caso di problemi intestinali legati alla diarrea, poiché dotate di effetto blandamente lassativo. Attenzione poi alle allergie e al cosiddetto favismo, patologia caratterizzata da un difetto congenito in un enzima normalmente contenuto nei globuli rossi (il G6PD). A seguito del consumo di fave fresche, chi è affetto da tale disturbo può quindi andare incontro alla distruzione di un notevole numero di globuli rossi, con conseguenze anche molto gravi.