Il pubblico ministero Raffaele Guariniello sta conducendo un’inchiesta su un farmaco per curare l’epatite C, il Sovaldi. Le indagini sono state aperte perché il farmaco costerebbe troppo e questo avrebbe portato alla logica conseguenza che soltanto pochi pazienti abbiano potuto avervi accesso per curarsi. È proprio per tutti questi motivi che Guariniello avrebbe ipotizzato i reati di lesioni colpose e omissione di cure, anche se al momento nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati.

Farmaco per epatite C: l’inchiesta del pm Guariniello

Il pubblico ministero di Torino ha quindi deciso di avviare una serie di accertamenti per tentare di capire se e come la sanità italiana stia cercando di affrontare il problema dell’impatto economico del trattamento terapeutico. Inoltre le indagini riguarderebbero quello che in Italia sembrerebbe un prezzo troppo altro rispetto ad altri Paesi.

Per quanto riguarda le cifre che sono circolate, si è parlato inizialmente di un costo di 77 mila euro per questo farmaco anche se successivamente la somma sarebbe scesa a circa 40 mila. Piuttosto alta, anche considerando il fatto che in un Paese come l’Italia, ad esempio, sarebbero 50 mila i pazienti in attesa di essere curati con il Sovaldi.

Farmaco per epatite C: le proteste dei pazienti

Oltre alle indagini di Raffaele Guariniello, sul Sovaldi pendono anche le accuse di coloro che sono affetti da epatite C e che, attraverso il presidente dell’associazione di pazienti Epa C onlus, Ivan Gardini, fanno sapere che c’è troppa lentezza in merito alle operazioni per la somministrazione del farmaco. I trattamenti in corso non supererebbero i 5 mila pazienti mentre ad averne bisogno sarebbero almeno 25 mila. La Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha fatto sapere che il governo ha stanziato un miliardo di euro per il biennio 2015/2016 e successivamente saranno individuati i criteri attraverso cui i soldi saranno poi ripartiti fra le Regioni.

Farmaco per epatite C: la replica dell’Aifa

L’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, non ci sta alle accuse e ha tenuto a fare alcune precisazioni attraverso una nota. L’Aifa ha infatti dichiarato che le cifre circolate in queste ore, relative al prezzo del Sovaldi, sono assolutamente imprecise e molto lontane dalla realtà. In più, è stato precisato che con l’Italia è stato raggiunto un accordo negoziale a un prezzo medio di gran lunga più basso di tutta l’Europa.