Sempre più italiani non possono permettersi di comprare dei farmaci: questo quanto emerso dal rapporto “Donare per curare“, realizzato e presentato a Roma dall’Osservatorio sulla Donazione dei Farmaci del Banco Farmaceutico Onlus in collaborazione con Acli, Caritas Nazionale, ma anche Cei e Unitalsi.

Durante il 2014 la povertà sanitaria nel Bel Paese è aumentata fino 3,8%, con una richiesta di farmaci da parte di una fascia di popolazione che non se li può più permettere. In questi casi sono in molti che, se affetti da qualsiasi male, preferiscono non curarsi piuttosto che pagare il ticket, perché troppo costoso, oppure sceglie di rivolgersi a enti specifici che, invece, offriranno farmaci e visite gratuite.

Secondo i dati raccolti da 46 enti convenzionati gli assistiti sarebbero per il 59% adulti, seguiti invece dal 22% dei bambini e, ancora meno, il 18,7% per gli anziani. In generale, questa fascia di popolazione vedrebbe il 60,2% composto da immigrati e il 39,8% da italiani, ma in generale si concentrano soprattutto nelle regioni centrali della penisola, in cui si verifica una percentuale maggiore di donne.

Più di tre milioni sarebbero i farmaci raccolti e  poi distribuiti da questi enti e più di 900 mila confezioni proverrebbero dalle famiglie grazie alla Giornata di raccolta del farmaco, seguite poi dalle donazioni delle aziende e farmacie, rispettivamente superando le 500 e 300 mila confezioni raccolte. Tra i farmaci più richiesti dai pazienti quelli per l’apparato respiratorio, per i polmoni e le infezioni delle vie aeree (circa il 46%), seguiti poi da quelli per il sistema gastrointestinale – per reflussi e ulcere -, per il metabolismo, per l’apparato cardiovascolare e infine anche antimicrobici per uso sistemico e antipiretici/antinfiammatori.

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