L’Europa deve impegnarsi a fare squadra per abbassare i costi esorbitanti dei nuovi farmaci anti-epatite C, in arrivo sul nostro mercato. E’ questo il messaggio che il Ministro Lorenzin ha voluto diffondere perché tutti possano accedere a delle cure contro il virus.

Il sofosbuvir e il daclatasvir - questi i nomi dei nuovi rimedi -  assicurano percentuali altissime di guarigione, ma il loro costo è altamente proibitivo: ogni pillola costa circa 600 euro e per un ciclo di terapia servono almeno 60.000 euro. “In questo momento in Italia – ha sottolineato il ministro – stiamo dando cure compassionevoli, le persone più gravi sono cioè in trattamento, ma sono moltissime, dunque dobbiamo riuscire a fare una trattativa con le case farmaceutiche. Chiediamo che ci sia un prezzo più ragionevole che tenga conto ovviamente degli investimenti, ma anche del fatto che l’Europa si impegna a sradicare una malattia. Parliamo comunque di introiti di miliardi e miliardi di euro. Bisogna trovare una giusta strada per remunerare gli investimenti ma nello stesso tempo il nostro sistema sanitario deve poter garantire l’accesso a questa cura”.

Sulla questione è intervenuta anche Farmindustria: “I nuovi farmaci che permettono di curare l’epatite C sono molto costosi – ammette il presidente Massimo Scaccabarozzi – , ma fanno anche risparmiare al sistema sanitario su altri fronti come le spese per i trapianti di fegato. È un argomento da affrontare con senso di responsabilità da parte di tutti con il solo obiettivo di tutelare gli interessi di questi pazienti perché si vede la luce in fondo a un tunnel lunghissimo. Non dimentichiamo che questa è una malattia pesantissima”.

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