La notizia è stata diffusa qualche giorno fa dall’associazione Luca Coscioni: dopo la Toscana, anche in Veneto è stato approvato l’uso dei principi attivi della marijuana per farmaci a scopo terapeutico che saranno distribuiti gratuitamente grazie a uno stanziamento di 100mila euro.

Il merito dell’iniziativa va alla quinta commissione consiliare presieduta da Leonardo Padrin, del PDL, che ha approvato all’unanimità la proposta di legge di Pietrangelo Pettenò, della Sinistra Italiana, per consentire la distribuzione gratuita negli ospedali e nelle farmacie di farmaci e preparati galenici a base di cannabinoidi. Le sostanze contenute nella piantina della cannabis, infatti, ha provate proprietà terapeutiche che rappresentano una cura efficacie contro il dolore.

Un altro importante fattore è che man mano il tabù sull’uso terapeutico di questa pianta sta cadendo. In altri paesi europei, infatti, i prodotti a base di canapa e di cannabis sono largamente impiegati anche nell’industria dell’abbigliamento e dell’industria alimentare: considerata un super-food, le barrette a base di semi di canapa – ritenute superenergetiche ma prove di grassi -, le creme spalmabili (l’hempini, da hemp, nome della canapa in inglese) ottenute sempre dai semi di canapa, e i semi tritati da aggiungere al latte per la colazione comesupplemento alimentare utile in particolare per la ricostruzione dei legamenti, sono in commercio nei normali negozi di alimentari e supermercati.

Per ora, in Veneto, i farmaci che derivano dalla cannabis saranno pagati dalla Regione e i cittadini che ne hanno bisogno potranno ottenerli gratuitamente. Il progetto di legge prevede la stipula di una convenzione con il Centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo e lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze per la produzione e l’acquisizione diretta dei cannabinoidi ad uso terapeutico, utilizzati in particolare nella terapia del dolore e nelle cure palliative, ma anche dai malati di Sla e di distrofia muscolare.