L’amaranto è una pianta originaria del centro America, oggi principalmente coltivata a scopi alimentari, ma anche i suoi bellissimi fiori, decisamente ornamentali. Dalla macinazione dell’amaranto si ottiene una farina di facile assimilazione, dall’elevato contenuto proteico e del tutto priva di glutine, nichel e lattosio. Il suo sapore è particolare, ma delicato e gradevole, con un vago sentore di nocciola.

Non contenendo glutine, la farina di amaranto può essere utilizzata da chi soffre di disturbi intestinali o celiachia, al posto della classica farina. Spesso erroneamente considerato un cereale, l’amaranto di fatti non lo è (appartiene alla famiglia delle Amarantacee e non alle Graminacee), così da risultare più facilmente digeribile, privo di glutine e particolarmente indicato per chi segue regimi alimentari privi di carne e derivati animali: contiene infatti proteine di alta qualità, una buona quantità di fibre, lisina, calcio, fosforo, magnesio e ferro.

Risultando fortemente aromatica, la farina di amaranto può essere utilizzata per addensare le zuppe, conferendo sapore e consistenza. E’ inoltre ottima per la preparazione di focacce, injera (pane etiopico), chapati (pane indiano) e pagnotte, per la cui realizzazione basteranno  650 grammi di farina di amaranto, 2 bustine di lievito di birra, 20 grammi di sale fine e acqua tiepida (cuocere a 180°C per un’ora; quindi per altri 30 minuti a 120 °C). Il pane è tuttavia solo una delle numerose preparazioni che possono essere realizzate con la farina di amaranto, ottima anche per realizzare dolci sfiziosi, dai plumcake ai biscotti, fino ad una deliziosa crostata 100% vegana.

I prodotti da forno preparati con l’amaranto avranno un valore nutrizionale più alto, soprattutto per quanto riguarda le fibre e le proteine. Grazie al suo basso indice glicemico, questo pseudo cereale aiuta inoltre le persone con problemi di glicemia a controllare i livelli di zucchero nel sangue.

Nonostante le numerose proprietà dell’amaranto, il suo consumo è tuttavia sconsigliato a chi soffre di patologie a livello renale, gotta o artrite reumatoide, poiché potrebbe inibire l’assorbimento di calcio e zinco.