Fare pipì nell’acqua della piscina è un’abitudine dura a morire per tantissimi. Un’abitudine talmente radicata che alcuni studiosi canadesi hanno voluto fare alcuni rilevazioni all’interno di una grande piscina. Ebbene, in base alle loro rilevazioni, sarebbero stati trovati almeno settantacinque litri di pipì (su ottocentotrenta mila litri presenti all’interno dell’enorme vasca).

In realtà i ricercatori non erano interessati a sapere chi, quanto e come si “diverte” a fare pipì nell’acqua della piscina. Gli studiosi canadesi stavano infatti compiendo delle rilevazioni in merito alla presenza di acesulfame potassico, ossia un edulcorante presente in moltissimi cibi, in grado di attraversare l’organismo e poi di essere smaltito attraverso l’urina, restando praticamente intatto.

Il problema non riguarda però soltanto le piscine visto che i ricercatori hanno tenuto sotto controllo anche la vasche idromassaggio degli hotel, in cui avrebbero trovato alte concentrazioni dell’edulcorante in questione, fino a tre volte maggiore. La presenza dell’acesulfame potassico sarebbe stata rilevata in quantità maggiori fino a 570 volte rispetto all’acqua che sgorga dal rubinetto.

Tutto ciò per arrivare ad affermare che se è vero che fare pipì nell’acqua della piscina potrebbe non sembrare un gesto dannoso (la pipì, in effetti, è sterile), alcuni composti presenti all’interno di essa dovrebbero però portare ad evitare di mettere in atto tale comportamento. Urea, ammoniaca e creatinina, ad esempio, possono reagire con i disinfettanti presenti all’interno dell’acqua delle piscine e provocare irritazioni agli occhi e problemi respiratori. Per evitare tutto questo, la soluzione migliore sarebbe uscire dall’acqua e recarsi alla toilette quando si ha necessità di fare pipì.