L’extrasistole (al plurale extrasistoli) è una contrazione cardiaca prematura, cioè che avviene prima rispetto al ritmo normale, provocando un’alterazione nella successione regolare dei battiti cardiaci. È la forma di aritmia cardiaca che si manifesta con maggiore frequenza.

Generalmente l’extrasistole si forma in seguito a un impulso generato in un punto diverso dal seno nodo-atriale: solitamente l’extrasistole origina dalla muscolatura degli atri (extrasistole atriale o anche extrasistole sopraventricolare), dal nodo atrioventricolare (extrasistole nodale o anche extrasistole atrioventricolare) oppure dai ventricoli (extrasistole ventricolare). Nei rari casi in cui la formazione dell’extrasistole avviene nel seno nodo-atriale si parla di extrasistole sinusale.

A seconda della loro distribuzione temporale si classificano:

  • extrasistoli sporadiche (anche extrasistoli isolate): quando la loro ricorrenza temporale non è caratterizzata da regolarità;
  • extrasistoli bigemine: quando si verifica l’alternarsi di un normale battito cardiaco e un battito extrasistolico;
  • extrasistoli trigemine: quando si verifica una sequenza di due battiti normali e un battito extrasistolico;
  • extrasistoli quadrigemine: quando si verifica una sequenza di tre battiti normali e uno extrasistolico;
  • extrasistoli a distribuzione parasistolica: quando si verifica una situazione totalmente dissociata dal normale ritmo sinusale di fondo.

Extrasistole: cause

L’extrasistole è di gran lunga la più comune aritmia cardiaca, sia in individui sani, sia in individui con disturbi di cuore (cardiopatici), tanto che alcuni medici cardiologi affermano che ogni individuo, almeno una volta nella vita, ha presentato un episodio di sistole prematura/ectopica. Essa si può manifestare a qualsiasi età, compresa l’infanzia, ma nonostante la frequenza del fenomeno,  i medici non sono tuttavia sempre in grado di identificare il motivo.

Le cause dell’extrasistole sono infatti diverse e dipendono dallo stato di salute dell’individuo colpito: in un individuo cardiopatico, l’extrasistole è legata al cuore malato (infarto, coronaropatia, patologie che ingrandiscono i ventricoli, disturbi delle valvole cardiache, malattia cardiaca congenita), mentre in un soggetto sano può dipendere da svariati fattori, quali abuso di alcol, fumo, caffè (che aumentano i livelli di adrenalina nell’organismo), o droghe come cocaina e anfetamine; affaticamento fisico; stress mentale; squilibri ormonali (comune ad esempio la comparsa di extrasistole in gravidanza) e uso di farmaci che stimolano il cuore (come i diffusi farmaci anti-asma e gli antistaminici).

Sono inoltre considerati fattori di rischio per l’extrasistole:

  • ipertensione;
  • ansia ed emotività eccessiva (che provocano l’aumento dei livelli di adrenalina nel sangue interferendo sull’attività cardiaca);
  • disturbi elettrolitici (es. carenza di potassio);
  • infezioni;
  • ipertiroidismo;
  • deprivazione di sonno;
  • eccessivo sforzo fisico;
  • presenza di un’ernia iatale;
  • problemi allo stomaco, come il reflusso gastroesofageo o la gastrite, in questo caso l’extrasistole si verifica durante la digestione (dopo i pasti).

Extrasistole: sintomi

In molti casi l’extrasistole non comporta la comparsa di una sintomatologia specifica, soprattutto se si tratta di fenomeni lievi e infrequenti. In questo caso si parla di extrasistole asintomatica ed e si è soliti scoprirla durante un elettrocardiogramma (ECG) di routine fisica o in caso di valutazione preoperatoria.

Benché l’extrasistole rimanga spesso asintomatica, il paziente può tuttavia avvertire una strana sensazione al torace, ad esempio:

  • battito che esita;
  • palpitazioni;
  • cuore che batte forte o che “salta in gola”;
  • cuore che salta un battito o più battiti;
  • maggior consapevolezza del proprio battito cardiaco;
  • sensazione di tuffo al cuore;
  • dolore al petto;

Unitamente a sensazione di apnea; nodo in gola; tosse e mal di testa.

Ma anche una diffusa sensazione di debolezza, capogiri, vertigini, nausea e in alcuni casi svenimenti, causati dalla diminuita la capacità del cuore di pompare sangue agli altri organi (ridotta gittata cardiaca), con conseguente pressione sanguigna bassa.

Nel caso di tre extrasistoli o più di seguito sopraggiunge invece la tachicardia ventricolare, che può degenerare in fibrillazione, condizione potenzialmente fatale.

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