Meduse, alghe e insetti, definiti “i cibi del futuro” tornano ad essere protagonisti di Expo Milano 2015 nell’ambito del convegno “Nuovi cibi tra ricerca, sostenibilità e innovazione” organizzato dal Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, : nonostante siano consumati ormai da secoli da buona parte della popolazione mondiale, in Italia questi susciterebbero ancora qualche resistenza.

Questi, infatti, sono ricchi di molte proprietà nutritive sostanze benefiche per il proprio organismo, vengono venduti anche in molti paesi europei – tra cui Belgio, Olanda, Francia e Danimarca – ma che in Italia sarebbero raggiungibili solo da chi acquista su internet. “Oggi si parla di insetti: 2 miliardi di persone nel mondo mangiano già insetti, quindi è un problema culturale prima che alimentare” ha dichiarato il direttore del dipartimento di Scienze bio agroalimentari del Cnr, Francesco Loreto.

Come per gli insetti anche le meduse e le alghe sono ricche di proteine e aiutano a ridurre non solamente l’impatto ambientale dovuto all’allevamento degli animali. “Ci sono delle alghe e delle meduse che vengono coltivate perché hanno dei principi attivi utili in medicina, come proprietà anti ossidanti o composti utili nella lotta allo sviluppo di tumori“.

Le meduse possono trasformarsi da disagio in risorsa” ha spiegato Antonella Leone dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa-Cnr) -  “nel Mediterraneo ci sono centinaia di tonnellate di biomassa di questi organismi, costituiti essenzialmente da acqua e proteine, soprattutto collagene, con efficace attività anti-ossidante” e come se non bastasse “molecole estratte dalla Cassiopea Mediterranea (Cotylorhyza tuberculata), mostrano una significativa attività anti-cancro contro cellule di carcinoma mammario umano“.

Tutto ciò però potrebbe presto cambiare: nel corso della prossima settimana infatti il Parlamento Europeo dovrebbe approvare una legge riguardo queste nuove forme di alimentazione – che comprendono anche gli insetti – chiamate Novel Foods: questo quanto annunciato in occasione del convegno dal responsabile per i prodotti selvatici della FAO Paul Vantomme, il quale ha chiarito ancora una volta come ad oggi nel mondo siano più di due miliardi le persone che mangiano insetti e sono in salute: questi, spiega lo stesso, “sono animali a sangue freddo ed il loro allevamento richiede un minor consumo di calorie, dato che il 30% del cibo che consumiamo serve per mantenere il nostro organismo a 37 gradi”. Lo stesso Vantomme ha rimarcato come “il sushi 30 anni fa non si mangiava in Italia, con pochissime eccezioni, oggi è possibile” e per questo sempre secondo lo stesso, nel giro di dieci anni sia insetti che le meduse arriveranno sulle tavole degli italianimagari come complemento alimentare, in aggiunta alla pasta o come farcitura di una pizza”.