Dagli Stati Uniti – e più precisamente dallo Scripps Research Institute – arriva quello che potrebbe essere salutato come un enorme passo avanti nella lotta alle dipendenze, e in particolar modo all’eroina.

I ricercatori dell’istituto californiano hanno infatti sintetizzato un vaccino che è in grado di creare anticorpi aventi come funzione quella di respingere l’assunzione di eroina. Al momento i test sono stati effettuati solo su scimmie e topi, ma gli scienziati sono fiduciosi e attendono i primi test sugli uomini.

Stando ai dati ufficiali i consumatori di eroina sono circa 30 milioni in tutto il mondo, con una forte incidenza di ritorno sui giovani: in Italia sarebbero 9mila i ragazzi che ne fanno uso in modo continuato e almeno 31mila l’avrebbero provata anche solo una volta.

I risultati dei test sulle cavie da laboratorio, pubblicati sul Journal of the American Chemical Society, hanno fornito risultati positivi, in alcuni casi arrivando ad arrestare la dipendenza fino a 8 mesi dalla somministrazione.

Gli anticorpi prodotti riuscirebbe a ridurre fino a 15 volte gli effetti psicoattivi dell’eroina, agendo sulle molecole della droga: una volta reintrodotta nell’organismo, gli anticorpi sarebbero in grado di neutralizzarne le molecole. Secondo i ricercatori nel caso delle scimmie le molecole non sono nemmeno riuscite a raggiungere il cervello.

Il dott. Kim Janda, a capo del team di ricerca, si dice ottimista per il futuro: “Ora siamo convinti che questo vaccino sia davvero pronto anche per la sperimentazione umana”.

L’applicazione del vaccino potrebbe prevedere sia la cura effettiva degli eroinomani sia l’assunzione come metodo preventivo per evitare il rischio di una recidiva. In termini di tempistiche la risposta immunitaria efficace al 100% è arrivata durante il primo mese dopo l’assunzione di eroina.