L’ernia iatale è una patologia in cui si verifica la migrazione della parte superiore dello stomaco nella cavità toracica: questo passando a sua volta attraverso lo iato esofageo, ovvero l’apertura situata nel diaframma che permette il passaggio dell’esofago.

Una condizione che viene suddivisa in diversi tipi, prima su tutte l’ernia iatale da scivolamento: questa è infatti quella che si verifica più soventemente – specie nelle persone obese – e in cui l’ernia compie un movimento per cui tende ad andare su e giù per entrare e poi uscire dalla cavità toracica. Questa, tuttavia, non è una condizione permanente ma tuttavia questa viene condizionata dalla pressione esercitata nell’addome, come un colpo di tosse. Altre tipologie di ernia sono quella paraesofagea o da rotolamento – in cui invece la parte superiore dello stomaco rimane “intrappolata” nella cassa toracica- , oppure ernia iatale da esofago corto e ancora ernia di tipo III e IV – dove invece si manifestano ernie nel colon e milza -.

Ernia iatale: cause e sintomi

Le cause che scatenano l’ernia iatale sono molteplici, ma nella maggior parte dei casi va a colpire individui obesi o sovrappeso, casi congeniti, e ancora una postura non corretta da seduti, tosse e sforzi frequenti e abitudini non proprio corrette come il fumo. Date le cause, nella gran parte dei casi questa condizione può risultare asintomatica, ma tuttavia, invece, possono presentarsi sintomi come l’eruttazione dove parte dello stomaco, svolgendo il movimento di risalita verso la cavità toracica, si riempie d’aria dando vita ad un senso di pesantezza gastrica che poi va a tramutarsi in dolore epigastrico e toracico, fino ad andare a simulare anche un infarto del miocardio. Un altro sintomo è quello della comparsa di extrasistole, in particolar modo dopo i pasti, mentre alcuni sono legati al passaggio dell’acido dallo stomaco all’esofago andando ad irritare l’organismo provocando anche talvolta delle lesioni infiammatorie o addirittura delle ulcere.

Questa condizione in genere viene diagnosticata tramite una radiografia con mezzo di contrasto o attraverso una gastroscopia: in base alla gravità questa condizione può essere alleviata altrimenti bisognerebbe ricorrere ad un intervento chirurgico. Nel caso in cui questa condizione possa essere alleviata – ma sempre tenuta sotto controllo dal proprio medico o da un gastroenterologo – si può ricorrere ad alcuni rimedi naturali.

Ernia iatale: i rimedi naturali

Uno dei primi rimedi naturali tra i più efficaci e più importanti arriva dall’alimentazione. Questa risulta particolarmente efficace per regolare il reflussi tipici tra i sintomi del disturbo. Per questo motivo andrebbero da evitare – o quantomeno da consumare con molta moderazione – cibi ricchi di grassi e ancora caffeina, pomodori, cioccolato, menta, bevande gassate, ma anche cattive abitudini come il fumo e l’alcol. Al contrario, invece, indicati grazie alle loro capacità di assorbimento sono i crackers e il pane e ancora frutti come albicocche, frutti di bosco, nespole, mango ma anche verdure come zucca gialla e asparagi e patate dolci.

È altrettanto importante che i pasti siano più frequenti ma meno abbondanti, masticando lentamente e lasciando passare almeno un paio d’ore prima di andare a coricarsi.

Per aiutare la digestione può risultare efficace del succo di mirtillo e di lampone, da consumare prima dei pasti principali, nel quale possono essere diluite delle gocce di fluido di papaia.

Se bene la menta sia tra gli alimenti da evitare o quantomeno da limitare, questa può essere utilizzata in foglie su contorni cotti o crudi per facilitare la digestione oppure in forma di olio essenziale, che può essere aggiunto ad un cucchiaino di miele di lavanda e consumato sempre prima dei pasti principali.

Tra i rimedi erboristici si può contare sulla melissa: questa, oltre alle sue proprietà rilassanti, risulta essere efficace per aiutare la digestione. Lo stesso vale anche la passiflora e ovviamente per la camomilla. Per contrastare l’aria in eccesso accumulata nello stomaco si può ricorrere al carbone vegetale, da assumere lontano dai pasti e soprattutto, prima di assumerlo, chiedere un consulto medico se si assumono determinati farmaci in quanto potrebbe inibire l’effetto di questi ultimi.

Altrettanto efficaci anche le gocce di achillea oppure di artemisia: entrambe da diluire in due cucchiai di un succo e da assumere sempre prima dei pasti.

Ovviamente questi rimedi non sono da prendere totalmente alla lettera, specialmente se si vuole ricorrere a delle cure fai-da-te: onde evitare peggioramenti della propria condizione è sempre consigliato rivolgersi prima al proprio medico curante o, ancora meglio, ad una figura specializzata (appunto il gastroenterologo) il quale, dopo aver valutato la propria condizione con gli appositi esami, potrà consigliare o meno di procedere con l’assunzione dei rimedi naturali o, invece, di una cura prettamente farmacologica.