L’ernia del disco è una affezione della colonna vertebrale consistente in una rottura o sfiancamento dell’anello fibroso del disco e conseguente dislocazione del materiale in esso contenuto (nucleo polposo) che viene così a contatto con le strutture nervose contenute nel canale spinale, provocando dolore.

Le ernie più frequenti sono quelle lombari, seguite da quelle cervicali e da quelle dorsali. Le ernie del disco lombari vengono distinte in base al livello del disco il cui nucleo è erniato, alla posizione dell’ernia all’interno del canale vertebrale, alla fuoriuscita dai limiti dell’anulus (espulsa) o meno (contenuta), alla rottura del legamento longitudinale posteriore, e alla migrazione in senso caudale o craniale.

In base alla zona del disco in cui esce il nucleo, si definisce ‘mediana’ un’ernia sita centralmente all’interno del canale vertebrale (la più frequente); ‘paramediana’ un’ernia che risulta all’interno del canale vertebrale ma spostata più lateralmente; ‘laterale’ un’ernia sita all’origine del forame intervertebrale; ‘foraminale’ un’ernia che si trova nel forame di una radice della colonna vertebrale e ‘extraforaminale’ (la più rara) un’ernia al di fuori del forame intervertebrale

Per quanto riguarda l’ernia foraminale, essa rappresenta circa il 5-10% dei casi di ernia discale lombare e si trova generalmente tra i dischi L3 ed L5. Essa risulta molto particolare per sede, tipologia, intensità di sintomi e trattamento microchirurgico che richiede. In questo tipo di ernia, la radice nervosa viene infatti non solo compressa e dislocata, bensì schiacciata contro il peduncolo della vertebra sovrastante (l’ernia foraminale al livello L3-L4 preme ad esempio sul ganglio spinale L3) e/o contro l’articolazione interapofisaria, generando cruralgia o sciatalgia di forte intensità e deficit motori anche importanti. Il dolore lombare aumenta notevolmente se ci si appoggia sul piede del lato dolente, rimanendo in piedi per lungo tempo e, sovente, di notte; diminuisce invece da seduti, tuttavia non esistono in questo caso vere e proprie posizioni antalgiche per la schiena (piegare il corpo in avanti può dare temporaneo sollievo).

L’ernia extraforaminale comprime invece la parte esterna della radice nervosa al livello di uscita dal foro di congiunzione, oppure interessa la radice sovrastante se è più laterale. Il dolore in questo caso si acuisce inclinandosi verso il lato dell’ernia se questa è esterna, poiché aumenta la compressione del disco, quindi il soggetto sarà portato a tenere una postura antalgica piegandosi dal lato opposto. Se l’erniazione è invece laterale, il dolore si presenterà flettendosi verso il lato opposto, quindi la postura adottata dal paziente sarà inclinata verso la lesione.

In caso di ernia del disco lombare, di norma i primi sintomi comprendono dolore lombare o lombalgia, cui col tempo si associa la sciatica, ovvero un dolore lungo la faccia posteriore della gamba, che si estende fino alla pianta o al dorso del piede. Spesso, all’esordio, il dolore lombare può essere improvviso e violento, tanto da “bloccare” il paziente in flessione (‘colpo della strega’). Nella fase di acuzie, il dolore alla gamba diviene tuttavia il sintomo più rilevante. In questo caso il dolore esprime la sofferenza radicolare (della radice nervosa L5, all’origine del nervo sciatico). La cruralgia indica invece la sofferenza di L4, con dolore localizzato principalmente nella parte anteriore della coscia. Al dolore spesso si associano poi parestesie (sensazioni anomale della gamba, come formicolii), deficit sensitivi, alterazioni dei riflessi, ipostenia o diminuzione della forza.

Le cause principale dell’ernia del disco sono ripetuti microtraumi o un trauma ingente. Maggiormente esposti al danno risultano tuttavia soggetti che conducono uno stile di vita sedentario, in sovrappeso, dediti al tabagismo o particolarmente alti. Ugualmente a rischio sono poi le categorie di lavoratori sottoposti a ripetuto sollevamento di carichi, flessioni e torsioni; costretti per molte ore ad una scrivania, con possibilità di assumere posture scorrette per la schiena, o impegnati alla guida di veicoli per lunghi periodi.