L’ernia del disco (o ernia discale), è un disturbo abbastanza frequente che colpisce la colonna vertebrale. Nello specifico, tale affezione consiste nella rottura del disco intervertebrale, che, aprendosi, causa la fuoriuscita del materiale in esso contenuto (nucleo polposo), con conseguente compressione dei nervi circostanti.

Il principale disturbo che si avverte in caso di ernia discale è un dolore acuto, che può presentarsi in maniera improvvisa, oppure essere preceduto da episodi di dolore localizzato e intorpidimento agli arti. Sintomo tipico dell’ ernia discale è infatti la sciatica, che comporta un dolore pungente, talvolta accompagnato da formicolio e intorpidimento, che dal gluteo si irradia lungo la schiena o il lato di una gamba. Campanelli d’allarme sono inoltre mal di schiena frequenti, ma anche al collo, alle spalle, petto e braccia. L’ernia discale cervicale provoca infatti un dolore che dal collo si estende al braccio, che risulta così intorpidito e formicolante, talvolta fino alla mano. La fuoriuscita del nucleo polposo provoca infatti la compressione dei nervi, causando potenziali cervicalgie, dorsalgie e lombosciatalgie, con dolori che possono virare dal semplice fastidio, al totale impedimento dei movimenti.

L’invecchiamento e il deterioramento della colonna vertebrale possono senza dubbio aumentare le probabilità di sviluppare un’ ernia discale, che tuttavia può essere causata anche da altri fattori. Vengono considerati fattori di rischio:

  • Il sovrappeso, che è causa di stress supplementare sui dischi nella regione lombare
  • L’altezza, oltre i 180 cm per gli uomini e i 170 per le donne
  • Lavori fisici particolarmente intensi, specialmente se richiedono il sollevamento ripetuto di pesi, così anche come soventi flessioni e rotazioni della schiena
  • vizi posturali professionali, inclusa la costrizione ad una prolungata posizione seduta o lo stare in piedi, nella stessa posizione, per lungo tempo
  • Scorrette modalità di sollevamento pesi
  • Fumo, in quanto priva i tessuti di ossigeno e nutrienti
  • Eccessiva attività fisica
  • Eventi traumatici