Per quel che concerne l’uso in cucina, è bene ricordare che il basilico (le foglie, raramente i fiori) va utilizzato fresco, subito dopo la raccolta, e ciò per poter godere al meglio del suo aroma. È, tuttavia, possibile anche essiccarlo (in un luogo ben aerato e all’ombra) e ridurlo in polvere, congelarlo o, ancora, conservarlo sott’olio.

In erboristeria si usano soprattutto le sommità fiorite, che si raccolgono in luglio-settembre, tagliando il fusto con le forbici 2-3 foglie al di sotto dell’infiorescenza. Il basilico, pianta dalle numerose proprietà e usi terapeutici – una volta seccato e ridotto in polvere, può essere utilizzato per far gocciolare il naso e liberare dal raffreddore “di testa”.

Un buon infuso, utile per facilitare la digestione e attenuare i crampi allo stomaco, si ottiene mettendo una manciata di pianta essiccata in 1 l d’acqua bollente; si lascia riposare per 15 minuti, quindi si addolcisce con del miele e si beve dopo i pasti. Il basilico possiede anche virtù stomatiche e perciò lo si può usare sia per fare sciacqui e gargarismi in bocca e nella gola che per purificare l’alito.

L’olio essenziale – che è composto, tra l’altro, anche di canfora ed è pure usato in profumeria – assunto per via interna, oltre ad aiutare il funzionamento dello stomaco e dell’intestino, agisce pure da stimolante del sistema nervoso centrale (Plinio Il Vecchio lo raccomandava nella cura dell’epilessia); nell’uso esterno è molto utile per massaggiare il cuoio capelluto in caso di caduta dei capelli e frizionare i muscoli deboli o colpiti da leggere paresi.

Infine: un pugno di foglie di basilico, messo nell’acqua della vasca, dà un bagno profumato e tonificante.