L’altea (Althaea officinalis) è una pianta erbacea perenne di colore verde-cenerino a causa della peluria di cui è ricoperta. Ha numerosi fusti cilindrici poco ramificati, alti fino ad un metro e mezzo, che si ergono da un ceppo ricco di grosse radici. Le foglie, dal picciolo molto corto, sono più o meno triangolari, grandi, pelose, dentate o divise in 3-5 lobi, pieghettate come un ventaglio. I fiori, peduncoilati (forniti di piccoli gambi), sono disposti in numero di uno-tre all’ascella delle foglie superiori ed hanno la corolla con cinque petali a cuore e numerosi stami. Scoprite le proprietà e gli usi dell’altea.

PROPRIETA’ TERAPEUTICHE E USI DELL’ALTEA

A scopi terapeutici si utilizzano i fiori, le foglie (fresche o essiccate) e le radici. I primi si raccolgono alla loro apertura, in luglio-agosto; le seconde prima della fioritura (giugno), recidendole insieme al picciolo; le radici, infine, vanno raccolte durante i mesi invernali, cercando di recuperarle alla profondità di almeno mezzo metro.

Per quel che concerne le radici, è utile ricordare che la parte medicinale è costituita dalla polpa (color bianco-panna) e perciò, fra quelle del fascio estirpato, si utilizzeranno solo le più grosse e regolari.

ESSICAZIONE

Si dovranno essiccare nel seguente modo: dopo averle ripulite dalle radichette laterali e dalla terra (meglio sarebbe mondarle dalla corteccia) e averle tagliate a pezzetti, si porranno in forno a una temperatura non superiore ai 50°C, oppure su vassoi, posti per qualche giorno sopra i termosifoni; si dovranno però controllare di continuo per evitare il formarsi di muffe. Inoltrem per preservarle il più possibile dall’umidità, si conserveranno in sacchetti di carta.

PROPRIETA’ MEDICINALI

La fama dell’altea, proprio in virtù del suo altissimo contenuto di mucillagini, è legata particolarmente all’azione emolliente e protettiva sui tessuti dell’organismo, sia interni che esterni; la pianta perciò aiuta a risolvere molte infiammazioni della gola, delle vie respiratorie e dell’apparato digerente, favorendo altersì l’evacuazione intestinale e svolgendo un’azione decongestionante delle pareti infiammate.

USO DELL’ALTEA

L’altea entra nella composizione di molti sciroppi contro la tosse e il catarro, generalmente associata alla liquirizia. Essendo priva di controindicazioni (proprio come la malva), non ha nemmeno problemi di dosaggio.

Per uso interno si utilizza prevalentemente la radice (o in alternativa le foglie e i fiori): l’infuso, preparato a freddo (20 g di radice lasciata a bagno per 12 ore), va bevuto 2-3 volte al giorno, leggermente scaldato ed addolcito con miele. Particolarmente indicato dopo cena. E’ utile, oltre che per combattere la tosse, anche contro le infiammazioni della bocca e delle vie respiratorie e per regolarizzare l’intestino. Per uso esterno è utile il decotto (20 g di radice fatta bollire 10 minuti in un litro d’acqua), col quale si fanno gargarismi in bocca e in gola o si applicano compresse imbevute sulla pelle infiammata.

Tutte le parti essiccate di questa pianta, infuse nell’acqua di pediluvi o bagni, svolgono una funzione decongestionante e lenitiva.

Gli abitanti delle campagne hanno conservato l’uso di dare un pezzo di radice secca d’altea da masticare ai bimbi che hanno le gengive infiammate a causa dei primi dentini. In ogni caso, masticare la radice fresca di questa preziosa malvacea è senz’altro utilissimo in caso di infiammazioni del cavo orale, nonché contro le scottature del palato e della gola.