A scopo terapeutico si utilizza tutta la pianta del finocchio selvatico, ricca di olio essenziale, vitamine e sali minerali; ma la parte più importante è costituita sicuramente dai semi, che vanno raccolti a piena maturità (settembre-ottobre) perché conservi a lungo sia l’aroma che le proprietà medicinali.

Proprietà dei semi di finocchio

I semi di finocchio si acquistano preferibilmente in erboristeria, dove si possono trovare in qualsiasi periodo dell’anno. Molto importante è la loro azione carminativa, efficace soprattutto nei bambini colpiti da coliche intestinali gassose, provocate da cattiva digestione. Notevoli sono pure le loro proprietà antispastiche, che alleviano i dolori, gli spasmi e i crampi soprattutto dell’apparato digerente e delle vie urinarie. I semi, inoltre, svolgono una spiccata azione antisettica a carico di tutto l’organismo.

Fino al 19º secolo, essi furono impiegati nelle malattie infettive molto gravi, quali il vaiolo e la malaria. Anche l’uso esterno dei semi polverizzati, utilizzato sin dai tempi degli antichi romani, costituisce un efficace rimedio per rinforzare la vista: basta lasciarne per alcuni minuti mezzo cucchiaio in mezzo litro d’acqua bollita, quindi applicare il “collirio” sugli occhi con impacchi e lavaggi locali.

L’infuso, utilissimo a tutti e assolutamente privo di controindicazioni, si prepara versando 1 l d’acqua bollente su 30 g di semi e lasciando riposare il tutto per mezz’ora; bevuto a tazze dopo i pasti, svolge azione digestiva, antifermentativa, emmenagoga e galattogena.

A questo scopo si possono usare anche la polvere di semi (1 g 3 volte al giorno) o l’olio essenziale (1-6 gocce al giorno). Quest’ultimo è la parte più curativa della pianta ed è reperibile in commercio sia allo stato puro sia diluito. Se usato esternamente, l’olio essenziale - diluito con 2 parti di olio di mandorle e frizionato sulla  parte colpita 1 o 2 volte al giorno -  ha la proprietà di uccidere parassiti della pelle (pidocchi del cuoio capelluto e del pube, zecche, scabbia eccetera).

Proprietà della radice di finocchio

L’azione della radice, invece, è soprattutto diuretica. Il decotto si prepara facendo cuocere per 10 minuti 30 g di radice in 1 l d’acqua: si beve a tazzine (2-3 al giorno) lontano dai pasti. La radice del finocchio selvatico, assieme a quelle del sedano, del prezzemolo, del pungitopo e dell’asparago, viene adoperata nella preparazione dello “sciroppo delle 5 radici” utile come diuretico e carminativo. Si prepara dapprima il decotto facendo bollire per 20 minuti 60 g di radici (utilizzate in parti uguali) in 1 l d’acqua. Poi si cola, si unisce a mezzo kilogrammo di zucchero e si mescola, quindi si filtra e si utilizza a cucchiai (5-8) durante il giorno. La radice si raccoglie in novembre, si lava e si taglia in 2 per il lungo, si essicca al sole e si conserva in vasi di vetro.

Urili, infine, dal punto di vista medicinale sono anche le cime fiorite del finocchio, le quali, masticate lentamente, aiutano a digerire e tolgono all’alito il fastidioso odore di aglio o di cipolla.

Il finocchio in cucina

Tutta la pianta è molto aromatica e, per questo, oltre i segni, in cucina si utilizzano anche le foglie, i rami più giovani e teneri germogli. Le foglie sono presenti dalla primavera alla fine dell’autunno, mentre in estate si colgono i rami fioriti.

Le foglie giovani sono ottime crude in insalata o, con l’ingrossamento basale del fusto, bollite per condire la pasta. Le cime fiorite, con i fusti freschi o essiccati, sono squisite per lardellare carni e pesci.

I semi di finocchio selvatico si possono mangiare crudi da utilizzare su pane o su focacce fatte in casa; sono ottimi per insaporire e rendere più digeribili carni, sughi e condimenti a base di yogurt o panna; risultano indispensabili anche per cucinare il pesce fresco e per conservare quello sotto sale.

Inoltre, qualche fascio di piante di finocchio, messo nel fuoco acceso sotto le grigliate di pesce, fa acquistare a questa pietanza un sapore particolare.