Volenti o nolenti, tutti abbiamo avuto la “sventura” di imbatterci nelle foglie dell’ortica, riportandone ogni volta un prurito doloroso, accompagnato da varie bollicine sulla zona colpita. Questo… inconveniente, che in realtà costituisce la difesa naturale della pianta, è dovuto ad una sostanza urticante (acido formico) contenuta nei peli di cui sono ricoperti i piccioli e lo stelo sia le foglie. Anche se ingiustamente denigrata e, a ragion veduta, evitata, l’ortica è sempre stata, fin dall’antichità, una delle piante più sfruttate in erboristeria e, spesso, anche per usi piuttosto empirici.

ANTICHI USI “ESTREMI” DELL’ORTICA

Sembra che i soldati romani, quando dovevano combattere in zone molto fredde, per riscaldarsi il corpo usassero flagellarlo con mazzi di ortiche. Sempre in tempi assai lontani, era in voga l’usanza di fustigare con ortiche fresche le parti doloranti delle articolazioni, per stimolare la circolazione del sangue, e il cuoio capelluto, per arrestare la caduta dei capelli. Ci si serviva di questo “farmaco” irritante anche per curare artriti, gotte o reumatismi sempre percuotendo le parti malate con la pianta fresca.

L’ORTICA NELL’ALIMENTAZIONE

Tralasciando da parte questi rimedi non proprio piacevoli, conviene tuttavia dire che l’ortica è indubbiamente una pianta preziosa e utile non solo per le sue proprietà medicinali -  che sono numerosissime -  ma anche per l’alimentazione poiché può essere consumata come una qualsiasi verdura: bollita, infatti, perde le sue proprietà irritanti ed è gradevolissima. Con i suoi giovani apici, cucinati come gli spinaci, si possono preparare teneri risotti, saporitissime minestre e perfino torte salate ripiene.

LE SPECIE DI ORTICA

Al genere Urtica appartengono diverse specie di ortiche, benché nelle nostre zone ne esistano soltanto due: l’ortica dioica e l’ortica minore. La prima (Urtica dioica) è perenne ed ha il rizoma strisciante molto ramificato; fusto eretto alto fino a 1 m e mezzo; foglie opposte, seghettate, ovali e pelose; fiori verdi, dioici, minuscoli e riuniti in grappoli ascellari, più lunghi del peduncolo. La seconda (Urtica urens) invece è annuale, a fusto più corto, foglie piccole completamente ricoperte di peli urticanti, fiori maschili e femminili portati dalla stessa pianta.

Entrambe le specie hanno proprietà medicinali che sono usate nell’alimentazione; in questo caso è tuttavia opportuno cuocerle almeno 12 ore dopo la raccolta.

DOVE SI TROVANO LE ORTICHE?

L’ortica cresce ovunque, seguendo gli insegnamenti dell’uomo. È comunissima in tutta Italia, dal mare fino alle zone alpine, anche oltre 2000 m; la troviamo lungo le strade, nelle zone incolte, vicino alle case rurali o alle stalle, quasi sempre su terreni ricchi di azoto.

UTILIZZI E CONSERVAZIONE DELL’ORTICA

Dell’ortica si utilizzano le radici, i germogli teneri, le foglie, gli steli ed i semi. Le foglie e gli steli si possono raccogliere tutto l’anno; il rizoma e le radici vanno invece raccolti in autunno. Si fanno essiccare all’ombra, all’aria aperta.

Vedremo prossimamente quali sono le sue proprietà terapeutiche e i suoi usi erboristici.