La bardana, anche conosciuta come erba porcina o cappellaccio (e in certe zone d’Italia come lappa, spinabuoi e zecchitella) è una pianticella erbacea biennale della famiglia delle Composite, che può raggiungere anche i 2 metri di altezza. Il suo fusto, eretto, è molto ramificato nella sua parte superiore, ed è spesso di colore rossastro. La bardana è facilmente riconoscibile perché le sue foglie basali sono molto grandi (circa 30-40 cm), verdi nella pagina superiore e biancastre in quella inferiore, mentre le foglie che nascono sul fusto sono piccole e ovali. Anche i fiori sono molto riconoscibili: sono dei capolini piumosi di colore rosso violaceo con involucro rotondeggiante di squame provviste di appendici uncinate; i frutti, di forma oblunga e leggermente schiacciata, sono anch’essi sormontati da un ciuffo di peli.

Nonostante si tratti di una pianticella davvero diffusa, in pochi ne conoscono le proprietà… che sono davvero notevoli.

BARDANA: I FONDAMENTALI

Molto comune in Italia,  la bardana cresce nei campi incolti, ai bordi delle strade, e in luoghi ombrosi fino a 1000 m di altitudine. Si semina in semenzaio in inverno e si trapianta a dimora in marzo-aprile. Non ha nessun’esigenza particolare di clima; il terreno deve essere profondo, possibilmente fresco, sassoso o calcareo, ricco di sostanze organiche. Della bardana si utilizzano le radici, le foglie e i semi. Le radici si raccolgono nel primo anno di impianto o prima della formazione dello scapo fiorale nel secondo. Le foglie si raccolgono a fine estate-inizio autunno; i semi in autunno.  Per la conservazione, la radice si taglia a rondelle e si lascia essiccare al sole; le foglie, private del picciolo, si fanno essiccare all’ombra; i semi vengono setacciati a piena maturazione ed essiccati al sole.

LA PIANTA CHE “AFFERRA COME UN ORSO”

La bardana è una pianta alta, maestosa e severa, con fiori che, per quanto di un bel colore porpora vivo, non sono particolarmente attraenti, anche perché circondati da una fitta corona di aculei appuntiti. Il nome scientifico, Arcticum lappa, fa specifico riferimento a questa particolare caratteristica dei fiori: arcticum deriva infatti dal greco arktos, che significa “orso”, mentre lappa deriva dal verbo greco lambano, che significa “prendere, afferrare”.  Quindi letteralmente potremmo tradurre “che afferra come un orso”, con chiaro riferimento da un lato alla ferrea presa dell’orso, e dall’altro ai tenaci aculei dei fiori.

UN BACIO PER OGNI FIORE

Anche numerose tradizioni popolari fanno riferimento a tali caratteristiche. Secondo la credenza diffusa nell’Europa centrale, seguendo magico rituale da effettuare durante la notte del solstizio d’estate, con la bardana si poteva legare a sé la persona amata.  Le ragazze in età da marito dovevano dimostrare la loro scaltrezza e abilità portando non viste quanti più fiori potevano, raccolti in un sacchettino, e lanciandoli sui ragazzi prescelti: se i giovani non si accorgeva di nulla, la ragazza avrebbe ricevuto dal “suo” prescelto tanti baci quanti erano i fiori impigliati nei suoi abiti.

UN VALIDO SOSTITUTO DEL CAFFE’ E DEL TABACCO

La bardana è oggi una pianta cui è riconosciuto un effetto largamente benefico, molto preziosa nella terapia di diversi disturbi (tra cui in particolare l’acne giovanile). Ma è anche utile in cucina, dove la sua grossa radice, tostata e macinata costituisce un valido sostituto del caffè. Con i suoi germogli più teneri si preparano invece ottime insalate, particolarmente indicate per chi soffre di diabete, perché è completamente priva di zucchero. In altri tempi, poi, deve aver fornito a molti fumatori un non indifferente conforto, dal momento che le sue larghe foglie possono essere utilizzate al posto di quelle del tabacco.