In primavera la natura ci offre piante “giuste” per depurare il nostro organismo e per ridargli anche quella carica vitaminico-minerale di cui ha bisogno per poter affrontare in piena forma un nuovo anno biologico. Accanto al prezioso tarassaco, ecco allora un’altra piantina, molto utile da questo punto di vista, che è possibile reperire nei fossati, attorno alle pozze come ruscelli a lento scorrimento, per lo più in acque limpide, pulite e poco profonde. È il crescione, detto anche nasturzio acquatico, il cui nome botanico (Nasturzium) deriva dal latino nasus (naso) e torquere  (torcere) a causa dell’odore acre e leggermente irritante che emana anche da alcune specie ad esso congeneri e che pare faccia proprio… Storcere il naso!

IL CRESCIONE

Questa pianta era molto conosciuta nell’antichità ed era usata dai greci come corroborante, sia per i soldati durante le loro lunghe e faticose marce, sia per gli atleti prima delle loro gare sportive. Erano tanto decantate le sue virtù terapeutiche che attorno ad essa fiorirono anche delle leggende: nella mitologia greca si narra, infatti, che Pandora, figlia di Giove, avesse portato in dono allo sposo Epimeteo uno strano vaso e che costui, curioso, avesse voluto aprirlo facendone uscire le disgrazie del mondo, ancora sconosciute agli uomini, ma anche alcuni doni, fra i quali proprio il crescione. Sia i medici greci che quelli romani ritenevano il crescione prezioso come espettorante, vermifugo ed anche afrodisiaco. Plinio il Vecchio lo decantava pure per le proprietà dermatologiche (foruncoli, eczemi, pustole, alopecia, ulcere cancerose eccetera) e sedative (dolori reumatici,mal di denti, nevralgie eccetera).

NOTE BOTANICHE

Il crescione (Nasturtium officinale) è una piccola pianta erbaccia perenne, appartenente alla famiglia delle Crocifere, provvista di un fusticino in parte prostrato e strisciante con numerose radici immerse nell’acqua, in parte ascendente e ramificato. I rami terminali emergono dall’acqua e presentano un gran numero di foglie carnose, sempre verdi e imparipennate (foglie composte, formate da un numero dispari di foglioline, disposte ai lati dell’asse centrale o gambo), di forma arrotondata e di colore verde brillante. Nella tarda primavera la pianta mostra dei graziosi fiorellini bianchi raccolti in infiorescenze apicali che, durante la fioritura, si trasformano dal tipo corimbo al racemo. Il frutto è una siliqua corta e cilindrica, contenente 4 file di semi ovoidali.

Per non confondere il crescione d’acqua con altre specie consimili, basta osservare l’ultima foglia di ciascun rametto, che è più grande e tondeggiante delle altre.