L’alloro (Laurus nobiliis) è originario dell’Asia Minore, ma già sin dai tempi antichi era diffuso in tutta l’area del Mediterraneo. In Europa lo troviamo un po’ ovunque, soprattutto nei giardini: essendo una pianta estremamente decorativa, vi può qui assumere qualsiasi forma: arbusto, albero, cespuglio…

In Italia l’alloro cresce spontaneo nelle macchie e nei boschi sparsi lungo le coste; è anche ampiamente coltivato e qua e là inselvatichito. Predilige le zone più fresche, al confine fra la vegetazione sempreverde e le querce a foglie caduche.

COME RICONOSCERE L’ALLORO

L’alberello (a volte è anche un albero di 10 metri!) ha la corteccia liscia, verde nei rami giovani e grigio-nerastra nel tronco e nei rami più vecchi. le foglie, molto aromatiche, sono lucide e coriacee, di forma lanceolata con il margine leggermente ondulato: la pagina superiore presenta un bel colore verde, lucido e scurissimo, mentre quella inferiore è più opaca. Osservandole controluce, si possono notare dei puntini traslucidi che corrispondono alle ghiandole in cui è contenuto l’olio essenziale. I fiori sono riuniti in gruppi di 4-6 all’ascella delle foglie e sono di due tipi: quelli maschili con 8-12 stami e quelli femminili con un ovario. I frutti, presenti solo sugli individui femminili (l’alloro è pianta dioica), sono drupe ovoidali che racchiudono un solo seme; compaiono in estate e diventano nere, profumate e grosse come una piccola oliva a maturazione completa.

COME SI COLTIVA L’ALLORO

L’alloro è un sempreverde che può essere facilmente coltivato anche in vaso: vuole un terreno normale, non umido, e un’esposizione soleggiata e ben riparata dai venti. Non sempre resiste alle gelate invernali; per questo, nelle regioni fredde, è opportuno portare la pianta al coperto. La sua moltiplicazione è discretamente facile: basta prelevare, in agosto-settembre, dei germogli laterali lunghi da 8 a 10 cm con una porzione di ramo (talee) e interrarli in un cassone in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali; nell’aprile successivo le talee con radici si trasferiranno in vasi di 8 cm di diametro, pieni di terriccio universale e, dopo successive invasature, si porranno in vivaio.

Trascorsi due anni, gli alberelli andranno collocati a dimora (preferibilmente nel mese di aprile). Per mantenere l’alloro in forma di siepe, è bene potarlo regolarmente – meglio se a fine inverno – nelle parti più alte per costringerlo ad emettere foglie anche verso il basso. La siepe, inoltre, dovrà essere completamente esposta alla luce e si dovranno perciò evitare impianti di alberi o arbusti a ridosso.