C’era una volta la Pasqua… anzi, no. C’era una volta la festa per l’arrivo della Primavera, ovvero l’equinozio di primavera. Ostara, detta anche Eostar (molto simile a Easter, non a caso “Pasqua” in Inglese), ma anche Eostre ed Eastre, è una festa di origine germaniche che costituisce uno degli otto sabba pagani. A livello astronomico, l’equinozio di primavera (dal latino “equi-nox”, ovvero “notte uguale al giorno”, intendendone la durata), cade il 20 e il 21 marzo. In questo giorno, il Sole sorge quasi esattamente ad est e tramonta quasi esattamente ad ovest. Questo evento naturale era nell’antichità altamente simbolico, tanto che venne dedicato alla dea Eostre, patrona della fertilità, a cui corrispondevano le figure divine di Estia in Grecia e di Vesta nell’Impero Romano.

OSTARA, L’ARRIVO DELLA PRIMAVERA

La festa di Ostara celebra il ritorno alla vita della natura, grazie al Sole che man mano diventa più forte e resta più a lungo nel cielo, e permette alle piante di germogliare. A livello simbolico, Ostara, l’Equinozio di Primavera, è per tutti il momento in cui si esce dall’interiorità del lungo inverno e avviene il primo incontro con l’Altro, con l’avventura e la magia della scoperta di ciò che non è noi, con l’innamoramento e la trasformazione. E’ il primo incrociarsi degli sguardi, il sorriso che scaturisce, la luce di quello che è già un nuovo mondo. E’ il momento adatto per aprirsi ai sentimenti e viverli nella loro totalità, per rinascere con la Natura e fondersi con la Madre Terra, celebrarla e gioire della Vita che sboccia e si manifesta in tutte le sue forme.

COME CELEBRARE L’EQUINOZIO DI PRIMAVERA

Il Cerchio della Luna propone di festeggiare Ostara con semplici azioni, ricordando che la Primavera ci porta verso il mondo e l’azione concreta in esso. Possiamo ad esempio, in sintonia con l’energia di Oestara:

  • Svuotare i cassetti, eliminando tutto ciò che non serve e che fa ristagnare l’energia nella stanza.
  • Camminare nella natura per riconoscere i cambiamenti della Terra mentre si risveglia.
  • Circondarsi di fiori per ricordare la nostra appartenenza alla natura.
  • Stendere sulla tavola una tovaglia verde e candele color pastello.
  • Piantare dei semi in giardino o nei vasi: prendersi l’impegno di crescere le piantine con amore.
  • Aprire le finestre all’aria di primavera.
  • Imparare a creare qualcosa con le mani.
  • Fare un cerchio di arance che rappresentino il sole, pensando a tutto quello che il sole ci dona.
  • Dipingere delle uova con i simboli del sole e della luna o con delle qualità e di seguito mangiarle per incorporare l’energia del simbolo. Queste uova sono “semi spirituali” che vengono piantati al nostro interno e che germoglieranno durante l’anno.
  • Meditare sull’immagine dei semi.
  • Meditare sugli inizi, sull’aria, sull’alba.
  • Regalare alla Terra del miele, un cristallo o una monetina.
  • Comprare un libro su una materia completamente nuova che ci affascina e leggerlo.
  • Fare qualcosa di nuovo, di mai fatto prima …
  • Aspettare l’alba davanti ad un piccolo falò con amici.

E LA PASQUA?

Con la diffusione del Cristianesimo la festa di Ostara venne assimilata dalla Pasqua, la cui data di celebrazione cade presso il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera. Anche parecchi elementi della tradizione antica furono inglobati dalle festività attuali, tra questi si possono citare il coniglio pasquale, simbolo di fertilità e prosperità e l’uovo, simbolo dell’embrione primordiale da cui scaturisce l’esistenza (concetto di uovo cosmico già presente in antichi miti della creazione della zona mediterranea ed in molte altre culture extra europee).