La città di Milano, dallo scorso mese di ottobre, avrebbe fatto registrare una piccola epidemia di morbillo. Sarebbero infatti almeno cinquanta i casi registrati da allora. D questi, la metà dei pazienti colpiti da morbillo sarebbe stata ricoverata in strutture ospedaliere e quattro sarebbero addirittura finiti in isolamento per alcuni giorni all’interno di reparti per malattie infettive. L’epidemia non si sarebbe arrestata nella città di Milano però, perché a quanto pare un pendolare avrebbe trasportato il morbillo fino a Parma, città nella quale sarebbero poi stati segnalati almeno undici casi nelle ultime settimane.

Il boom di casi di morbillo avvenuti a Milano sarebbe partito da un uomo di circa quarant’anni rientrato ammalato da un viaggio all’estero. Le persone colpite dall’epidemia successiva sarebbero poi state tutte non coperte da vaccino. Una situazione che ha portato ancor di più a suggerire di vaccinarsi anche perché il morbillo, contratto nella fase adulta, può comportare complicanze anche piuttosto serie (come polmonite o encefalite).

Secondo i dati a disposizione soltanto sull’area di Milano, ad esempio, risulterebbe che su oltre undicimila cinquecento bambini nati ogni anno nel capoluogo lombardo, almeno millecinquecento non vengano vaccinati come consigliato e che la copertura del vaccino Trivalente (che copre rosolia, parotite e appunto morbillo) è al 90 per cento, contro l’obbiettivo nazionale del 95 per cento.