L’epatite C è una malattia infettiva causata dall’Hepatitis C virus, comunemente chiamato HCV, che colpisce in primo luogo il fegato. L’HCV è trasmesso principalmente per contatto diretto con il sangue infetto, in particolare in seguito all’uso di droghe per via endovenosa e trasfusioni di sangue.

E’ stato stimato che in tutto il mondo le persone che soffrono di epatite C si aggirino attorno ai 130-170 milioni e il virus sarebbe responsabile del 27% delle cirrosi epatiche e del 25% degli epatocarcinomi.

Ci sono, però, buone notizie. AbbVie ha sviluppato il programma clinico più vasto che a oggi sia mai stato condotto, SAPPHIRE-I, che ha coinvolto oltre 2.300 pazienti con infezione di genotipo 1 (diviso fra sottotipi 1a e 1b, di cui l’1a è considerato il più difficile da trattare) in oltre 25 paesi in tutto il mondo a supporto di un regime di trattamento sperimentale. AbbVie ha divulgati i dati dello studio condotto: la sperimentazione multicentrica internazionale SAPPHIRE-I è la prima delle 6 previste dal programma clinico di fase 3. I 631 soggetti coinvolti, affetti da HCV di genotipo 1 e naïve rispetto al trattamento, sono stati trattati con un regime sperimentale completamente orale, privo di interferone, a base di 3 agenti antivirali ad azione diretta più ribavirina (3D) per la durata di 12 settimane.

I dati dimostrano una remissione del virus ottenuta dal 96% dei partecipanti allo studio, con solo un 1,7% di recidiva virologica e 0,6% di interruzione di trattamento per l’insorgenza di eventi avversi. I risultati generati dalle rimanenti 5 sperimentazioni che fanno parte del programma di fase 3 saranno disponibili nei prossimi mesi.

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