L’epatite C è un virus che colpisce principalmente il fegato, e che può esser contratto in diverse maniere: quella principale riguarda il contatto col sangue di una persona infetta.

Quando una persona viene contagiata da epatite C (clicca qui per scoprire la terapia su regime orale), la prima fase che attraversa è quella latente, ovvero dove non vi è alcun sintomo ed il virus non ha ancora agito: questa fase potrebbe esser di durata diversa, e come detto prima, non crea alcun tipo di disturbo o malessere fisico al paziente, che quindi continua a vivere la sua vita tranquillamente senza alcun tipo di problema, rimanendo comunque all’oscuro del fatto che il suo sangue è stato infettato dal virus dell’epatite C.

Col passare del tempo però, il virus inizia ad agire ed il paziente inizia a sentire alcuni sintomi che potrebbero ingannarlo, in quanto questi sono i classici sintomi influenzali: febbre (clicca qui per conoscere tutti i sintomi dell’influenza), stanchezza acuta, nausee ed altri sono tutti sintomi che potrebbero manifestarsi quando il virus dell’epatite C inizia ad agire sul corpo del paziente.

Col passare del tempo però, questi sintomi si manifestano in maniera più forte, e questi risultano essere i sintomi che contraddistinguono l’epatite C dalla classica influenza stagionale: questi sintomi che si possono manifestare quando l’epatite C si è ben ramificata nel corpo sono dolorosissime fitte nella zona del fegato, continua stanchezza e sopratutto un progressivo ingiallimento della pelle e degli occhi.

Quando la pelle ingiallisce quindi, il paziente è sicuro che è affetto da epatite C, e l’unica cosa da fare è quella di recarsi in ospedale, dove verranno effettuati test d’accertamento e verrà prescritta la cura adatta per la malattia.

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