Gli energy drink possono essere dannosi per la salute dei bambini: questo secondo quanto dimostrato da uno studio presentato in occasione del meeting American Heart Association di Chicago.

Durante la convention è stato presentato lo studio del Children’s Hospital of Michigan di Detroit, portato avanti dal dottor Steven Lipshultz, il quale mostra come nel 40% dei casi di avvelenamento dalla bevanda riguarda soggetti più giovani di sei anni i quali mostravano poi sintomi neurologici, con convulsioni, e cardiaci, con anomalie del battito del cuore. “Gli energy drink non possono far parte della dieta dei bambini” ha dichiarato Steven Lipshultz, notando come più di duemila giovanissimi che abusano della bevanda lo fanno spesso all’insaputa dei genitori oppure questi prendono il problema alla leggera – non contattando il centro veleni – perché scambiato per un semplice malessere.

Dal 2010 al 2013 lo stesso dottore ha analizzato i casi di avvelenamento chiedendo i dati direttamente all’American Association of Poison Control e nei risultati ben 5156 casi di “esposizione” a bevande energetiche, il 40% dei quali in maniera non intenzionale, non pensato, appunto di giovani ragazzi. Atri risultati hanno mostrato come il 42% dei casi queste bevande siano state mischiate con sostanze alcoliche, mentre il 19% ingerite così com’erano. Tra questi casi nel 57% sono stati notati degli effetti cardiovascolari, mentre nel 55% effetti di tipo neurologico (oltre a epilessia anche apoplessia)

Secondo quanto dimostrato dallo studio, per incorrere in un caso di avvelenamento dalla bevanda basterebbero pochi grammi di caffeina, circa 2,5mg per chilogrammo, variando quindi a seconda del peso corporeo: circa 50 grammi per i bambini di 6 anni, 80 per un bambino di 10, 100mg negli adolescenti fino ai 400 mg negli adulti. Un dato allarmante considerando che in genere le bibite energetiche contengono anche fino ai 300 mg di caffeina – quantità che spesso e volentieri viene omessa anche nell’etichetta e tra gli ingredienti scritti. Per questo motivo lo stesso Lipshultz avrebbe chiesto alle aziende produttrici delle bevande di mettere ben in evidenza nei loro prodotti la quantità esatta di caffeina contenuta, oltre che a condurre maggiori test per valutare i loro eventuali effetti nocivi.

Se negli Stati Uniti si contano ogni giorno i danni causati da queste bevande nei minori, tra cui anche dipendenza e iperattività, da questo novembre la Lituania ne vieta categoricamente la vendita a tutti i minori di 18 anni. Consapevoli dei danni che può apportare all’organismo, nello scorso maggio il parlamento avrebbe votato con 88 voti a favore e sei astenuti, per tutte le bevande non alcoliche con più di 100mg di caffeina per litro. Chiunque vada contro la legge verrà multato di circa 116 euro, mentre verrebbe dimezzata nei casi in cui è un adulto a comprare l’energy drink a un minore. La Lituania è il primo paese europeo a imporre questa legge, seguendo l’Arabia Saudita che, sempre qualche mese fa, avrebbe posto il divieto assoluto per la pubblicità e promozione delle bevande, vietandone anche la vendita in molti luoghi tra cui scuole e ospedali, ma anche ristoranti, club sportivi e mense.

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