Un semplice test del sangue basterà per diagnosticare l’endometriosi in tutte le donne che iniziano a manifestare i primi sintomi della malattia iniziando subito con le cure.

Anni di studi e di ricerche vanno a diminuire così il divario di tempo che si verifica tra la comparsa dei primi sintomi e la certezza effettiva della malattia – che in genere si aggira attorno agli otto anni -, senza ricorrere neanche agli interventi chirurgici come la laparoscopia. La grande rivoluzione per le pazienti arriva dalla Fondazione Italiana Endometriosi, il cui studio sarebbe stato pubblicato su J. Cell. Physiol.

Un semplice test diagnostico, non invasivo, sarà sufficiente per confermare la diagnosi anche ai primi stadi della malattia, poiché altamente sensibile, quindi esaustivo. Tutto questo grazie ad una ricerca condotta su un gruppo di donne affette da endometriosi e un altro di donne sane: attraverso un’analisi utilizzando metodiche di proteinomica, come l’analisi 2D Gel – il processo di separazione delle proteine -, è stato possibile individuare una proteina specifica dell’endometriosi.

Rispetto al gruppo di donne sane, nelle donne affette dalla patologia sarebbe stata rilevata una significativa riduzione, sotto la norma, della proteina Zn-alpha2-glycoprotein, diagnosticando quindi la malattia. Dal test la proteina sarebbe risultata sensibile sopra il 70% rispetto al 10-30% dei markers “spia” Ca 125 e Ca 19.9 e se, testata singolarmente, il valore dovrebbe risultare ulteriormente superiore.

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