L’emocromo (abbreviazione di esame emocromocitometrico) è l’esame del sangue più eseguito, considerato il test di base per tutte le indagini ematologiche. L’esame viene prescritto abitualmente dal medico in quanto consente di avere un quadro abbastanza completo delle condizioni di salute del paziente. Esso valuta la quantità dei principali costituenti cellulari del sangue quali: le piastrine (trombociti), i globuli rossi (eritrociti) e i globuli bianchi (leucociti).

L’esame (che in realtà consiste in una serie di esami) si riferisce infatti al controllo delle diverse componenti del sangue, che vengono valutate in base a parametri fissi. Esso include diversi indicatori, i cui valori, se nella norma, in genere indicano condizioni di sana e robusta costituzione.

Di seguito le diverse sigle che compongono l’esame emocromocitometrico completo.

Eritrociti o globuli rossi (RBC)

I globuli rossi sono le cellule più numerose del sangue (e di tutto il corpo), preposte al trasporto di ossigeno e biossido di carbonio (o anidride carbonica) attraverso il corpo. Esse contengono emoglobina, una proteina ferrosa che si lega alle molecole di ossigeno, trasportandole ai diversi organi e tessuti del corpo. Gli eritrociti vivono circa 120 giorni, sono prodotti dal midollo osseo e vengono misurati in milioni per millimetro cubo (mil/mm3) di sangue. Questi i valori normali:

Uomini: 4,4-5,9 milioni per ml di sangue

Donne: 3,8-5,3 milioni per ml di sangue

Leucociti o globuli bianchi (WBC)

I globuli bianchi sono le cellule del nostro sistema immunitario, preposte a combattere le infezioni. I valori normali sono compresi tra i 4,3mila e i 10mila per ml di sangue. In caso di attacco da parte di agenti patogeni, aumentando di numero, i globuli bianchi divengono dunque indicatori di una situazione potenzialmente rischiosa per l’organismo.

Con l’emocromo è anche possibile eseguire la formula leucocitaria (o conteggio differenziale leucocitario), esame che conteggia i vari tipi di globuli bianchi, distinguibili in: neutrofili (anche detti granulociti), linfociti, monociti, eosinofili, basofili.

Piastrine (PTL)

Le piastrine sono cellule più piccole del sangue umano. Hanno la funzione di favorire la coagulazione e cicatrizzazione in caso di ferite con perdita ematica (emorragie). Esse infatti aderiscono rapidamente al collagene esposto nella parete danneggiata e si attivano rilasciando sostanze particolari (chiamate citochine) nell’area della lesione. Questi fattori promuovono l’attivazione e l’associazione di altre piastrine, le quali si aggregano fino a formare un tappo fragile, il cosiddetto trombo bianco. Contribuiscono inoltre a rinforzare la vasocostrizione locale. In un millilitro di sangue sono normalmente presenti dalle 150.000 alle 400.000 piastrine.

Altri valori

Emoglobina (HB): si tratta della principale proteina costitutiva dei globuli rossi, contenente ferro. Il valore normale negli uomini si situa tra i 13 e i 17 g/dl di sangue, nelle donne tra i 12 e i 16 g/dl di sangue. Una riduzione dei valori può indicare anemia e carenza di ferro

Ematocrito (HCT): è la percentuale della parte corpuscolata (globuli rossi, piastrine e globuli bianchi) rispetto al volume di sangue totale. I valori normali sono per gli uomini tra il 40-54%; per le donne 36-52%

HCT (conta piastrinica): indica il numero di piastrine in migliaia per millilitro cubo (K/ml3) di sangue.

MPV (volume piastrinico medio): rappresenta la dimensione media delle piastrine. Questo dato è importante perché le piastrine giovani sono più grandi di quelle vecchie, quindi un valore MPV maggiore indica una maggior produzione di piastrine.

MCV (volume corpuscolare medio): indica la dimensione media dei globuli rossi. I valori normali oscillano tra gli 80  e i 100 femtolitri. La “macrocitosi” (macrocitemia) è una condizione con globuli rossi più grandi del normali, la “microcitosi” (microcitemia) è invece un quadro con globuli rossi più piccoli.

RDW: indica la misura della variazione delle dimensioni dei globuli rossi. Il valore normale si situa tra l’11 e il 17%

MCH (emoglobina corpuscolare media): indica la quantità media di emoglobina contenuta in un globulo rosso. I valori medi, si per gli uomini che per le donne, si attestano tra 27 e 34 picogrammi.

MCHC (concentrazione emoglobinica corpuscolare media): indica la quantità di emoglobina trasportata da 100 ml di globuli rossi, fornendo una stima del pallore della cellula, per esempio da molto pallida a intensamente rosso scura. I valori di riferimento vanno dal 31 al 36% sia per donne che per uomini.

Emocromo e diagnosi

Parametri dell’emocromo con valori anomali aiutano nella diagnosi di:

  • Infezioni
  • Infiammazioni
  • Cancro
  • Leucemia
  • Disturbi autoimmunitari
  • Insufficienza del midollo osseo
  • Sviluppo abnorme del midollo osseo
  • Anemia
  • Disidratazione, perdita di liquidi
  • Carenze di vitamine e di minerali
  • Talassemia
  • Effetti collaterali di vari farmaci