È di questi giorni la notizia che la Food and Drug Administration (Fda), ha dato il nulla osta alla commercializzazione di un apparecchio di stimolazione magnetica trasncranica (TMS) calibrato per combattere l’emicarania del tipo preceduto da aurea, vale a dire quella diffusa forma di cefalea che colpisce un solo lato del cranio e che è preceduta da tutta una serie di segnali visivi, sensoriali e motori.

Il trattamento, che si effettua appoggiando un dispositivo sulla nuca per trasmettere impulsi elettromagnetici, sarebbe risultato efficace su circa un terzo dei soggetti trattati in fase sperimentale, non ha quindi efficacia assoluta, ma si presenta come un’arma in più, soprattutto per ridurre il numero delle cefalee non trattabili, quelle cioè che non rispondono ai farmaci attualmente disponibili, ma potrebbero reagire a questa nuova cura.

Il nulla osta dell’ente governativo statunitense apre inoltre ottime prospettive anche per altre patologie: negli ultimi anni apparecchi di TMS sono stati testati anche per la cura della depressione, del Parkinson, dell’epilessia, di alcuni disturbi mentali e di alcune dipendenze (alcol, nicotina, cocaina). I risultati al momento non sono definitivi, ma la commercializzazione del primo apparecchio TMS potrebbe dare nuovo impulso alla ricerca.

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