L’elicriso (nome scientifico Helichrysum) è un’aromatica molto versatile, apprezzata come pianta ornamentale, come ingrediente per svariati  piatti di carne o insalate, in aggiunta a composizioni di fiori secchi, ma anche per le numerose proprietà benefiche utilizzate in fitoterapia.

Perenne intensamente aromatica e profumata (con note di liquirizia e curry), presenta un portamento compatto e si sviluppa in cespugli alti 30-40 cm. I fusti, prostrato-ascendenti, sono ricoperti da una peluria feltrosa bianco-grigiastra e portano foglie  lineari-filiformi di colore verde argentato. I fiori, di un bel giallo dorato, si organizzano in grappoli all’apice dei fusti fogliari e sbocciano da aprile a settembre, mentre i frutti sono lucenti, bianchi e di forma cilindrica. Tipico della macchia mediterranea, l’Helichrysum italicum, è diffuso su quasi tutto il territorio nazionale, dal livello del mare, fino agli 800 metri. Cresce in ambienti aridi, assolati, rocciosi o sabbiosi.

Tecnica culturale:

L’Elicriso è una pianta rustica e ben si adatta alla coltivazione in vaso. Al genere appartengono circa 500 differenti varietà, ma in generale le sue esigenze sono molto simili a quelle della Lavanda. E’ possibile mettere l’Elicriso a dimora in vasi, cassette o altri contenitori, ma sempre di diametro minimo intorno ai 25-30 cm, controllando che i fori di drenaggio siano ampi e diffusi, in quanto eventuali ristagni idrici potrebbero rivelarsi fatali per questa aromatica. Per la stessa ragione, è consigliabile un terreno sabbioso, soffice e leggero, facilmente ottenibile miscelando sabbia e terriccio universale. Prima di riempire il contenitore è poi vivamente indicato predisporre uno strato di argilla espansa o ciottoli sul fondo, in modo da facilitare il drenaggio dell’acqua in eccesso.

Fatta accezione per la scelta del terreno, l’Elicriso è poi una piante che non richiede particolari accorgimenti: preferendo terreni poveri, non necessita di concimazioni, che si possono effettuare anche solo una volta ogni due anni, durante le operazioni di travaso in un contenitore più ampio (da effettuarsi in primavera), utilizzando stallatico maturo e richiede solo moderate annaffiature.

Per quanto riguarda l’esposizione, l’Elicriso predilige il pieno sole; si tratta infatti di una pianta molto resistente alla siccità, alle alte temperature e anche al vento. Originario dell’Asia, dell’Oceania e dell’Europa, la pianta mal tollera invece il freddo intenso, per cui sarà necessario proteggere le radici dalle gelate con della paglia o delle foglie, mentre nelle zone dove le temperature invernali scendono di molto sotto lo zero, è consigliabile proteggerla con teli o addirittura spostarla al coperto.

L’annaffiatura deve essere costante, ma molto moderata: è sempre necessario attendere che il terreno si asciughi prima di dare acqua alla pianta, la quale è però molto brava a comunicare le proprie esigenze idriche. Quando necessita di essere innaffiato, l’Elicriso farà infatti appassire leggermente i fusti, e questo sarò il segnale per procedere. Al contrario, l’eccesso di acqua potrebbe esporre la pianta all’attacco di funghi (in particolar modo il Verticillium) e al pericolo di marciume radicale (che può rivelarsi fatale). In condizioni ottimali, l’Elicriso è invece una pianta resistente, che non si ammala facilmente. Potrebbe però essere attaccato da afidi, soprattutto durante il periodo della fioritura. Si tratta di minuscoli pidocchi di colore verde che, nutrendosi della linfa del fogliame, porta quest’ultimo al disseccamento e alla caduta

La pianta non necessita inoltre di potatura: basterà asportare le parti secche, sfiorite o danneggiate, così da favorire una fiorente crescita e scongiurare malattie. Se lo si desidera, si potrà intervenire per mantenere o ridare la forma cespugliosa.