Eliminare gli sprechi, utilizzare al meglio le strutture esistenti e aprire a quelle nuove che consumano meno, ridurre inquinamento, costi, fabbisogno e dipendenza dall’estero. In due parole: efficienza energetica. Ma quali sono i primi passi da compiere per realizzare questi obiettivi?

VERSO L’EFFICIENZA ENERGETICA
“Come Paese, puntare sulla promozione dell’informazione, delle opportunità e delle buone pratiche; come singoli cittadini e imprenditori, indagare ed essere disposti a compiere azioni che, come nel caso della diagnosi energetica aziendale, poi si ripagano da sé perché eliminano gli sprechi”, spiega all’Adnkronos Dario Di Santo, direttore della Fire, la Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia.

TUTTI NE PARLANO MA NESSUNO SA COS’E’
Insomma: informazione, informazione e ancora informazione, perché di efficienza energetica se ne parla, sì, ma non si sa bene cosa sia, come si realizzi e soprattutto quali sono le opportunità. Spesso si associa l’efficienza energetica alle rinnovabili, ma il binomio non è così scontato. Perché “in una casa che consuma troppo, immettere una fonte rinnovabile non risolve il problema. Prima devo saper ridurre lo spreco”, aggiunge Di Santo.

RIDURRE GLI SPRECHI
Ma come ridurre lo spreco non è chiaro a tutti, anche perché “si tratta di un argomento tecnico e se non si fanno informazione e comunicazione adeguate si perderanno sempre le occasioni. E poi manca un programma nazionale di supporto e dati sul settore”, spiega il direttore della Fire. Ma puntare sull’efficienza energetica significa aumentare la competitività delle imprese e agire sulle spese energetiche delle famiglie “che oggi rischiano si superare il 10% di quelle totali”, sottolinea.

LE FONTI ENERGETICHE
Eppure, “quando si tratta di scrivere i provvedimenti si dà sempre priorità ad altri ambiti, dalle fonti rinnovabili al mercato del gas. Basta pensare alla discussione sulle detrazioni fiscali del 55% che, a mio avviso, non dovevano essere discusse, ma rinnovate e basta. Per il momento, però – sottolinea – sono state rinnovate solo per un anno. Invece ci vorrebbero politiche di medio e lungo periodo”.

LAVORARE SU TARIFFE E INCENTIVI
Secondo la Fire, invece, per finanziare un programma di informazione adeguato e le misure di accompagnamento, basterebbe utilizzare le componenti tariffarie. Per lavorare sull’efficienza, poi, bisognerebbe mettere in campo “il monitoraggio dell’energia, attraverso la conoscenza dei dati e dei flussi e la ricognizione degli impianti sul territorio e l’identificazione dei ‘grandi consumatori’, che siano industriali o di illuminazione pubblica, e intervenire secondo priorità”, aggiunge Di Santo. Prima si agisce, meglio è, per liberare risorse utili in tempi di crisi.