Tra i tanti meriti del documentario Food Inc. – che mostrava gli orrori alimentari derivati dalla gestione meccanizzata delle industrie del cibo negli Stati Uniti – c’è anche quello di aver cambiato molte cose nel concreto. Un bellissimo esempio arriva da Carole Morison, un’allevatrice di polli del Maryland che al tempo di Food Inc. (era il 2008) era una delle allevatrici sotto contratto della Perdue Farms, una delle grandi industrie di pollame negli States.

UN ATTO DI CORAGGIO

Carole Morison, all’epoca del film, era stata una delle poche allevatrici che aveva accettato di mostrarsi nel documentario e di aprire le porte del proprio allevamento alle telecamere. Nel film aveva dichiarato, “Sono giunta alla decisione di dire quello che ho da dire”, prima di mostrare i propri polli mezzi malandati, stipati in un capannone secondo le rigide regole di allevamento dettate dal contratto con la compagnia.

Carole Morison aveva preso la decisione di uscire allo scoperto dopo che la compagnia aveva imposto da contratto la chiusura delle finestre del capannone, per allevare i polli al buio. La modifica strutturale richiesta avrebbe però provato gli animali non solo della luce, ma anche dell’aria. E lei non se l’era sentita. Dopo essersi rifiutata di adeguarsi alle richieste di allevamento richieste, la compagnia era rescissa dal contratto.

COS’E’ SUCCESSO POI

Quel che poi è successo è che Carole e suo marito hanno abbandonato quel lager per polli alla polvere ed hanno cominciato un allevamento biologico, lasciando i polli liberi di razzolare sulla terra. Oggi Carole e suo marito vendono i loro polli bio nei mercati locali. Se volete saperne di più sulla storia di Carole Morison, leggete i prossimi articoli…