Interessando circa il 37% della popolazione, l’ eczema costituisce una tra le patologie cutanee più frequenti. Si tratta di una dermatite a carattere infiammatorio, che provoca arrossamento e prurito cronico, sovente accompagnati dalla formazione di vescicole e crosticine, oltre a desquamazione e ispessimento della pelle nell’area interessata. Le cause che provocano la comparsa di eczemi sono molteplici e spesso difficili da individuare; un ruolo importante è tuttavia certamente giocato da predisposizione genetica (in oltre il 70% dei casi si tratta di una condizione ricorrente nella famiglia) e reazioni allergiche.

La tipologia più frequente è quella dell’ eczema da contatto, ovvero scatenato da reazioni allergiche ad agenti di tipo fisico, meccanico, chimico o microbico. Spesso si tratta di una reazione avversa a prodotti di uso comune, come cosmetici, detersivi o tessuti, ma è anche possibile che sia indotta dai coloranti usati per la tintura degli abiti, o da sostanze presenti nei fiori, nelle piante e nei medicinali. Talvolta l’ eczema può inoltre originarsi in seguito al contatto con il nickel contenuto in orecchini o altri oggetti di gioielleria, altre volte è legato all’ingestione di determinati cibi, come latte, uova, avena o noccioline e così via.

Molto frequente è poi l’ eczema atopico, le cui cause non sono ancora note, ma spesso correlato ad una storia personale o familiare di patologie allergiche (asma allergica, rinocongiuntivite allergica, ecc.). In questo caso si suppone che siano implicati fattori di carattere genetico, immunologico e ambientale.

In soggetti predisposti, l’ eczema può poi essere scatenato da uno stress emotivo o fisico o da problemi di tipo infettivo (soprattutto infezioni batteriche), metabolico o neurovegetativo.

Essendo così difficile individuare la causa scatenante dell’eczema, anche determinare il corretto approccio terapico si rivela particolarmente complesso. Nelle forme di eczema da contatto è importante cercare di identificare la sostanza che ha innescato la reazione, così da ridurre il più possibile l’esposizione ad essa. La terapia si concentrerà quindi sulla minimizzazione dei sintomi, specialmente del prurito. Molto utile si rivela fare bagni caldi per detergere le zone di cute crostosa, per applicarvi successivamente prodotti a base di grassi vegetali, che aiutano a preservare l’equilibrio cutaneo naturale. Se il problema persiste, il medico solitamente prescrive l’applicazione locale di creme da banco a base di idrocortisone, associate, nelle forme più gravi, alla somministrazione sistemica di cortisonici. Se l’eczema è invece accompagnato da un’infezione batterica, si ricorrerà ad una cura antibiotica specifica, mentre nel trattamento di eczemi di natura allergica risulta efficace l’assunzione orale di un antistaminico. Solo in caso di reazioni di grave entità, il medico potrebbe ritenere necessaria la somministrazione di immunosoppressori o corticosteroidi da assumere per via sistemica.

Particolarmente utili si rivelano inoltre trattamenti mirati a stimolare il sistema immunitario e terapie volte a migliorare la gestione dello stress (tecniche di rilassamento, shiatsu, riflessologia, ecc.). Un’attenzione speciale va quindi posta all’alimentazione: in caso di allergie è consigliabile evitare latte vaccino, uova, avena e noccioline, ma anche la carne rossa, i cui acidi grassi favoriscono la risposta infiammatoria dell’organismo. Oli di sgombro, di aringa e salmone sono, al contrario, ricchi di acido eicosapentanoico (EPA), efficace nel ridurre l’infiammazione. Alcuni studi hanno poi evidenziato come l’eczema sia spesso associato a un deficit di zinco: una supplementazione giornaliera di 50 mg sembrerebbe quindi utile al corpo per metabolizzare più facilmente gli acidi grassi. Il medico potrebbe infine prescrivere integratori di vitamina A (essenziale per la riparazione della pelle) e vitamina E, che gode di spiccate proprietà antiinfiammatorie.