L’eczema (più comunemente chiamato dermatite) è una malattia infiammatoria della pelle i cui sintomi includono prurito, arrossamento e desquamazione. Esistono numerose tipologie di eczema, la cui origine è tuttavia in genere riconducibile a una qualche forma di reazione allergica.

Tra le forme più comuni troviamo l’eczema atopico (anche detto dermatite atopica), una dermatosi cronica pruriginosa e infiammatoria, che tende ad alternare periodi d’esacerbazione a periodi di remissione.  Si tratta di una malattia multifattoriale complessa, che associa due tipi di anomalie: un’alterazione della barriera epidermica che rende la cute secca e una tendenza alla sensibilizzazione agli allergeni, con un’eccessiva reazione immunitaria. L’eczema atopico viene infatti considerato la manifestazione cutanea della malattia atopica ( o “atopia”)  che comprende anche asma, rinite e congiuntivite allergica. Nella comparsa di questo tipo di eczema è dunque possibile individuare cause genetiche, come l’atopia, che comporta reazioni eccessive agli allergeni; disturbi immunologici; fattori ambientali e problematiche di carattere psicosomatico, neurovegetativo, o problemi del metabolismo dei lipidi cutanei.

Per quanto riguarda invece l’eczema disidrosico (anche noto come disidrosi o pompholix) è una dermatite che tende a comparire spesso in associazione alla dermatite atopica o ad una reazione allergica, come la febbre da fieno. Può presentarsi come fenomeno acuto, che insorge quindi in modo improvviso e sporadico, oppure cronico, ovvero che si ripropone periodicamente, magari in particolari stagioni dell’anno o dopo il contatto con determinate sostanze. A favorire l’insorgenza della disidrosi sono, in particolare, fattori quali stress, la presenza di eczema atopico, l’esposizione a determinati metalli (come cromo, cobalto e nichel) e il contatto con sostanze irritanti.

Se l’eczema atopico tende poi a fare la sua comparsa durante la primissima infanzia, con arrossamento, forte prurito e tendenza alla desquamazione in varie parti del corpo (guance, fronte, braccia e addome nei neonati; gomiti, ginocchia e dietro le orecchie nei bambini; mani, collo e volto negli adulti), l’eczema disidrosico si concentra invece su palmo delle mani, lati delle dita e pianta dei piedi, con  piccole vesciche pruriginose che permangono 3-4 settimane, per poi seccarsi lasciando la pelle sottostante arrossata e sensibile.

Per entrambe le dermatiti, l’applicazione di creme a base di corticosteroidi può fornire temporaneo sollievo e costituire un primo approccio terapico. In entrambi i casi, la cura vera e propria va tuttavia concordata con il proprio medico in base alla gravità dei sintomi e alle generali condizioni di salute del paziente. Per quanto riguarda l’eczema atopico, nelle forme acute si interviene con farmaci corticosteroidi, tuttavia è spesso necessario agire al contempo con antistaminici, antivirali e/o antibiotici, unitamente ad una costante attenzione per la pelle. Chi soffre di questo tipo di dermatite deve infatti tenere sempre idratata la pelle, applicando sostanze emollienti, ma prive di potenziali allergizzanti (solitamente si consiglia l’uso di creme a base di acidi grassi essenziali, che concorrono al mantenimento fisiologico del film idrolipidico). E’ inoltre importante evitare bagni troppo lunghi e preferire invece docce brevi e tiepide, utilizzando detergenti oleosi, privi di profumazione. La pelle irritata non deve infine entrare in contatto con tessuti che possano provocare pruriti, come la lana oppure tessuti sintetici. Utile può infine essere la fototerapia.

Anche l’approccio terapico all’eczema disidrosico parte dalla somministrazione di farmaci corticosteroidi (sia topici che orali). Se questi dovessero risultare inefficaci è possibile ricorrere ad immunosoppressori quali il tacrolimus e il pimecrolimus, indicati anche nel trattamento dell’eczema atopico, ma che indeboliscono le difese immunitarie del soggetto. Utile è inoltre la terapia fotodinamica e l’assunzione di antistaminici. Per alleviare il prurito si possono poi praticare impacchi freddi/umidi sulla zona interessata, mentre per velocizzare la guarigione si possono utilizzare creme a base a di amamelide.