La vitamina B12, o cobalamina, è indispensabile per il corretto funzionamento del nostro organismo: partecipa alla sinesi del DNA e dell’RNA, è coinvolta nel metabolismo dell’omocisteina e dei folati ed è essenziale per la formazione e lo sviluppo delle cellule del sangue, in particolare dei globuli rossi, della guaina mielinica che ricopre i nervi e di alcune proteine.

Trattandosi di una molecola che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare, la principale fonte di vitamina B12 è costituita dall’alimentazione: essa è contenuta nei prodotti di origine animale (carne, pesce, molluschi, latticini e uova) ed in minore misura in vegetali quali soia, legumi, asparagi e germe di grano. Nell’adulto, la dose consigliata si attesta intorno ai 2-3 microgrammi/die, mentre nei bambini la quantità giornaliera varia a seconda dell’età:

  • 0,3 mcg nei neonati
  • 0,5 mcg da 6 mesi a 1 anno
  • 0,7 mcg da 1 a 3 anni
  • 1,0 mcg dai 4 ai 6 anni
  • 1,4 mcg dai 7 ai 10 anni
  • 2,2 mcg dagli 11 ai 14 anni
  • 2,4 mcg dai 15 anni in su

 Mentre la carenza di cobalamina è piuttosto comune, trattandosi di una molecola idrosolubile, l’eccesso di tale vitamina è, al contrario, una condizione davvero rara, specialmente nei bambini. In caso di sovradosaggio, la vitamina B12 viene infatti eliminata attraverso le urine, senza dar quindi luogo ad accumuli dannosi per l’organismo. Di conseguenza, è piuttosto improbabile che si manifestino sintomi da eccesso di cobalamina. Questi possono tuttavia comprendere manifestazioni di tipo cutaneo, squilibri dell’umore, tremori, gonfiori, nervosismo, accelerazione dei battiti cardiaci e reazioni allergiche. Nella quasi totalità dei casi, l’eccesso di vitamina B12 è comunque da considerarsi esso stesso un sintomo rivelatore di altre patologie in atto.

Qualora si dovessero riscontrare i sintomi sopra descritti, si consiglia di contattare il medico ed eseguire gli esami del caso. Se questi dovessero evidenziare un eccesso di vitamina B12 nel sangue, il dato è solitamente da associarsi ad obesità, diabete, iperomocisteinemia, leucocitosi, uremia, malattie epatiche, insufficienza renale, patologie a carico dell’apparato cardiovascolare o ad alcune forme di leucemia. In tutti questi casi, il medico prenderà dunque in carico la patologia principale e non direttamente l’eccesso di vitamina B12 nel sangue.