Il virus Ebola ha fatto scattare l’allarme in tutto il mondo dopo che ha iniziato a diffondersi in alcuni Paesi africani (in particolar modo Nigeria, Guinea, Sierra Leone e Liberia). La febbre emorragica, infettiva e con tasso di mortalità molto alto – fino all’89% per i ceppi più pericolosi – a tutt’oggi non ha una cura né un vaccino per prevenirla e l’unico modo per aiutare il paziente è quello di concentrarsi sui vari sintomi che di volta in volta si manifestano. La sopravvivenza del soggetto colpito da ebola può essere determinata dalla tempestività della diagnosi ma questa non è sempre semplice, anzi.

I sintomi della febbre emorragica possono essere suddivisi in tre categorie: i sintomi più comuni che si manifestano, altri sintomi che si possono eventualmente manifestare e i sintomi che possono palesarsi durante il corso della malattia. Vediamo nel dettaglio quali sono.

Sintomi più comuni

Fra i sintomi più comuni della malattia vi sono manifestazioni che possono essere facilmente confuse con quelle di altre patologie. E’ per questo che la diagnosi precoce non è sempre facile. Fra i più ricorrenti vi sono febbre, mal di testa, senso di debolezza, dolori alle ossa e ai muscoli, diarrea, vomito, perdita di appetito e mal di stomaco.

Il tempo medio di incubazione del virus è di 7/10 giorni ma può variare fino a 2/21 giorni. Dal momento in cui compaiono i sintomi alla morte, invece, vi è un intervallo medio che varia dai 3 ai 21 giorni.

Altri sintomi manifestabili

Oltre ai sintomi più comuni appena elencati, i pazienti potrebbero inoltre presentare mal di gola, tosse, singhiozzo, rash cutaneo, occhi rossi, congiuntivite, dolore al torace, perdita di peso, sanguinamento sia all’interno sia all’esterno del corpo, difficoltà respiratoria e/o di deglutizione.

Sintomi che possono manifestarsi durante il corso della malattia

Man mano che la malattia procede, possono presentarsi altre complicazioni. Fra queste le più gravi risultano essere itterizia, delirio, convulsioni, insufficienza che colpisce diversi organi vitali, sanguinamento grave (per questo si parla di febbre emorragica), shock.

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