Buone notizie dai ricercatori dei National Institutes of Health: il primo testo sul vaccino contro l’ebola sta dando risultati positivi. Sviluppato dal National Institute of Allergy and Infection Diseases (Niaid) e GlaxoSmithKline (Gsk) in collaborazione con Okairos, il gruppo di studiosi avrebbe accertato l’effettiva sicurezza del vaccino, cAd3-EBO, pubblicando i primi risultati sul New England Journal of Medicine.

Lo stesso conterrebbe componenti genetici deviranti da due specie di ebolavirus: lo Zaire, responsabile dell’epidemia in Africa occidentale, e il Sudan, che invece non conterrebbe il virus e quindi non dovrebbe far sviluppare la malattia. Queste vengono rilasciate poi nel cAd3, un adenovirus derivante dagli scimpanzé (totalmente innocuo per gli esseri umani) definito come “veicolo virale” per i pazienti. Le prime fasi della sperimentazione – volte a verificare l’eventuale tossicità del prodotto – sarebbero state testate su adulti sani: 20 volontari tra i 18 e 50 anni a quattro settimane di distanza hanno mostrato una buona tolleranza alla sostanza producendo anche una buona risposta immunitaria, sviluppando degli anticorpi anti-ebola ma anche un aumento dei linfociti T CD8. A metà del gruppo sarebbe stata somministrato un basso dosaggio, mentre all’altra uno più alto, ma il risultato sarebbe stato lo stesso, con maggiori anticorpi per chi ha assunto la dose più alta.

Gli unici effetti “collaterali” del vaccino hanno mostrato qualche tacca ti febbre, di breve durata, in soli due pazienti a cui erano stati iniettati altre dosi dello stesso vaccino. Dopo dei risultati più che positivi sulla sicurezza di questo vaccino, lo stesso dovrà dimostrare anche la sua effettiva efficacia.

Delle ottime notizie se si pensa che fino ad oggi la malattia ha colpito migliaia di abitanti nell’Africa occidentale, uccidendone più di 5.000 e che tutt’ora risulta inarrestabile. “L’estensione senza precedenti dell’attuale epidemia ha intensificato gli sforzi della ricerca per mettere a punto un vaccino sicuro ed efficace per arrestare questo nuovo pericolo” ha dichiarato direttore dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (Niaid), Anthony Fauci, continuando “Il profilo di sicurezza è incoraggiante: la dose più alta di vaccino ha indotto una risposta immunitaria paragonabile a quella che ha completamente protetto da Ebola gli animali (di laboratorio)”.

Un altro vaccino contro il ceppo Zaire – della GlaxoSmithKline – sarebbe in fase di sperimentazione in moltissimi altri paesi come Londra, Mali e Svizzera, e avrebbe anche cominciato a produrre bel 24 mila dosi da testare in Africa per le ultime due fasi della sperimentazione. A pagare suon di quattrini per il diritto del vaccino della NewLink Genetics (che dovrebbe essere testato nell’Iowa) sarebbe l’azienda chimica e farmaceutica Merck KGaA, pronta a sborsare cinquanta milioni di dollari statunitensi.

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