“L’Unione europea condurrà immediatamente una verifica riguardo l’efficacia dei controlli anti-Ebola negli aeroporti in tre paesi africani colpiti dall’epidemia”, ad annunciarlo il Commissario europeo per la salute, Tonio Borg, in una conferenza stampa congiunta con il ministro Beatrice Lorenzin, al termine della riunione informale voluta dalla Presidenza italiana sulla lotta al virus Ebola.

La verifica sarà condotta in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), al fine di rafforzare i controlli, considerati dall’unanimità dei ministri degli Stati membri “cruciali” per fermare l’epidemia.

Mentre negli Usa si moltiplicano i casi di allarme per l’Ebola con un ricercatore dell’università di Yale che è stato ricoverato con sintomi simili a quelli del virus. Sarebbe appena tornato dalla Liberia all’inizio della settimana. Senza escludere altri casi in diversi stati tra cui le due infermiere contagiate a Dallas.  La massima autorità sanitaria negli Usa, Thomas Frieden, nel corso di un’audizione al Congresso dei responsabili sanitari ha lanciato l’allarme: “La cosa che fa paura  è che l’epidemia si possa diffondere ancora di più in Africa e che la minaccia al nostro sistema sanitario possa durare a lungo”.

In Europa intanto continuano a registrarsi casi sospetti. C’è allerta a Madrid per un passeggero nigeriano, fra i 30 e i 40 anni, di un volo Air France proveniente da Parigi che ha mostrato sintomi dell’ebola. Dopo l’atterraggio all’aeroporto di Barajas, è stato trasportato all’ospedale Carlo III per le analisi. L’uomo era partito da Lagos e nella capitale francese aveva preso la coincidenza per Madrid. Tutti i 163 a bordo del Parigi-Madrid – 156 passeggeri, due piloti e cinque assistenti di volo – sono stati fatti scendere dall’aereo.

Anche a Parigi c’è un caso sospetto di ebola ma il ministero della Sanità non ha confermato la notizia. La donna, un’infermiera con la febbre molto alta, sarebbe ricoverata nel reparto malattie infettive dell’ospedale militare Begin a Saint-Mandè, a Parigi. L’infermiera sarebbe entrata in contatto con una volontaria di Medici senza frontiere contagiata dal virus in Liberia, rimpatriata a settembre, dimessa all’inizio di ottobre dopo essere stata dichiarata “completamente guarita”.

Allerta anche in Danimarca dove un operatore di Medici Senza Frontiere tornato dall’Africa occidentale che ha manifestato sintomi febbrili ed è stato immediatamente isolato.

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